Covid-19, studio: i bimbi non sono diffusori rilevanti

Lo afferma un primo studio olandese

I bambini non sembrano svolgere un ruolo importante nella diffusione del coronavirus. Lo sostiene l’istituto di sanità pubblica olandese RIVM, dopo aver studiato 54 famiglie in cui uno o più membri avevano Covid-19.

Sono più spesso i genitori a infettare i figli

Il virus sembrerebbe diffondersi principalmente tra adulti di età simile, mentre i bambini si infetterebbero meno spesso degli adulti. Lo studio condotto da RIVM è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista medica scientifica Dutch Journal of Medicine. Al contrario di quel che si pensava, secondo la ricerca, sono i genitori che hanno maggiori probabilità di infettare i propri figli. “Quando si tratta di influenza, i bambini spesso danno la malattia l’uno all’altro o agli adulti, ma questo sembra essere molto meno comune con il coronavirus”, ha detto l’agenzia. La ricerca prosegue con un secondo gruppo di 50 famiglie che hanno un bambino che è risultato positivo al virus. Sebbene il primo studio abbia esiti incoraggianti, è infatti presto per giungere a conclusioni.

L’Olanda riapre le scuole e le richiude

Nel frattempo, all’Aia una scuola elementare sta chiudendo di nuovo dopo che due insegnanti si sono dimostrati positivi al coronavirus. Oltre agli insegnanti sono a casa sette bambini che presentano sintomi di coronavirus. Le scuole primarie hanno riaperto parzialmente l’11 maggio e riapriranno del tutto lunedì prossimo. Le scuole secondarie sono state aperte parzialmente martedì. Ma forse ci sarà per tutti un cambio di programma.

I dubbi della ricerca

Molto rimane sconosciuto sul perché Covid-19 può essere devastante per alcuni adulti e bambini sani. Ma in questa fase, gli studi riportano relativamente pochi casi di malattia grave nei bambini. “Complessivamente i bambini stanno molto meglio e sono meno malati degli adulti”, afferma Samuel Dominguez, specialista in malattie infettive pediatriche presso l’ospedale pediatrico Colorado, Aurora.

Uno studio condotto dai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie ha rilevato che solo 150mila casi confermati di Covid-19, l’1,7% del totale, si sono verificati in soggetti di età inferiore ai 18 anni. I ricercatori hanno ricevuto informazioni sul ricovero in ospedale per 745 casi di bambini: 147 sono stati ricoverati in ospedale, con 15 in terapia intensiva. Tre bambini sono morti. I dati diffusi dal CDC di Atlanta al 23 maggio continuano a mostrare un tasso di ospedalizzazione molto più elevato per Covid-19 negli adulti rispetto ai bambini, ma resta da chiarire se questo dipenda dal fatto che i bambini sviluppino forme lievi, meno gravi e/o asintomatiche, o se invece siano proprio più protetti rispetto a Covid-19 e dunque contraggano il virus con maggiore difficoltà. Stando a questo primo studio olandese sembrerebbe prendere piede la seconda, e più fortunata, ipotesi.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

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