nuovo decreto conte ottobre 2020

Covid-19: un DPCM molto controverso

Spetta ai Sindaci chiudere i luoghi della movida la sera. Anzi no…

Il DPCM del Governo illustrato dal presidente del consiglio Conte sta sollevando molte polemiche e perplessità. Oltre alle (scontate) proteste dell’opposizione in questo momento è sul piede di guerra in particolare l’ANCI, l’associazione nazionale dei Comuni italiani.

In generale la sensazione è che il Governo (e le Regioni con il Governo) non abbiano voluto prendersi la responsabilità di una stretta maggiore anti-coronavirus.

Eppure le recenti elezioni hanno dimostrato (vedi i casi di Veneto e Campania in Italia oppure della Nuova Zelanda) che le persone premiano quanti contro il covid-19 assumono posizioni rigorose.

Luoghi della movida chiusi la sera? Da chi?

Conte nella sua conferenza stampa ha detto “I sindaci dispongono la chiusura al pubblico, dopo le 21, di vie o piazze dove si possono creare situazioni di assembramento…”, poi però nel DPCM la parola “sindaci” scompare. Nel frattempo De Caro, presidente ANCI e sindaco di Bari accusa il Governo di “scaricabarile” nei confronti dei comuni per non assumersi la responsabilità di strette “impopolari”.

Il realtà la possibilità di chiudere strade e piazze è già nei poteri regolamentari dei sindaci senza bisogno di nuove norme. I sindaci sono la massima autorità sanitaria dei comuni e quindi possono, tra l’altro, effettuare queste forme di restrizione per ragioni di salute pubblica. 

E’ anche vero che senza l’ausilio della polizia di Stato eventuali chiusure, affidate al solo controllo (insufficiente) della polizia locale, sarebbero inefficaci. 

La questione sembra più legata a chi si debba assumere la responsabilità pubblica di scelte che evidentemente non piacciono ai gestori di attività come bar e ristoranti e non sembra esserci un coordinamento organizzativo tra i vari livelli centrali e periferici.

Trasporto pubblico: non cambia nulla

Non cambia nulla, sempre limitazione “virtuale” all’80% della capienza (ma non c’è un sistema di controllo dell’affluenza dei passeggeri nel trasporto urbano e locale).

Scuola: superiori e università decidano ciascuna per sé

Anche qui, come nel caso dei luoghi della movida, nessuna regola per tutto il territorio ma il richiamo alle scuole secondarie superiori e alle università a studiare e realizzare forme di didattica “flessibili” con l’uso della didattica a distanza. Insomma, ogni scuola superiore e ogni università decide per sé.

Asili, elementari e medie continuano a svolgere l’attività didattica in presenza.

Smart working: solo l’invito a aumentarlo 

Si era parlato di una indicazione del 75% di lavoro da casa per i dipendenti pubblici. 

Nessuna indicazione quantitativa invece nel DPCM; solo l’auspicio (per enti pubblici e imprese private) perché incrementino lo smart working. 

Bar e ristoranti chiusi dalle 24 alle 5

Devono essere chiusi dalle 24 alle 5 di mattina. Massimo di 6 persone per tavolo. Dalle 18 alle 24 consumo solo al tavolo (o nelle adiacenze dei tavoli).

Il ministro della salute avrebbe voluto limitazioni più stringenti.

Palestre e piscine aperte però..

Palestre e piscine restano aperte come voleva il ministro dello sport Spadafora (contrario invece il ministro della salute Speranza). 

Conte ha detto che non tutte rispettano i protocolli di sicurezza e gli si dà una settimana di tempo per adeguarsi. Altrimenti saranno chiuse. 

Non è detto quanti controlli saranno fatti, da chi e se, in caso di inadempimento da una parte ( o la maggioranza) delle strutture, le palestre e le piscine in genere saranno chiuse oppure no.

C’è chi scommette che la risposta esatta è no.

Eventi: sì quelli nazionali, no quelli locali

Restano aperti cinema e teatri con le limitazioni già previste.

Ok a fiere e convegni di rilevanza nazionale e internazionale. No a fiere e sagre locali.

Sale giochi e bingo aperti fino alle 21.

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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Bruno Patierno

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Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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