Covid-19, vaccini: l’Australia chiede a Ue lo sblocco. L’inizio di una “guerra” fra Stati?

La Francia vuole seguire il nostro esempio

Sembrava fatta, e invece. L’Australia ha chiesto alla Commissione Europea di rivedere la decisione dell’Italia – già appoggiata dall’Ue – di bloccare l’esportazione di 250.000 dosi del vaccino AstraZeneca prodotti in uno stabilimento italiano e destinati appunto all’Australia. Paese in cui i contagi però hanno numeri ridicoli di fronte ai nostri. In base al fatto che AstraZeneca non ha rispettato le forniture promesse al nostro Paese, e forte di una legge europea che lo consente, l’Italia ha dunque bloccato l’export di queste dosi, al fine di utilizzarle a proprio vantaggio.

Siamo stati primi. Non saremo ultimi

L’Italia è stata apripista in questo: è la prima volta che vengono utilizzate queste nuove regole che consentono il divieto delle esportazioni dall’UE se il fornitore di farmaci non adempie ai propri obblighi.

L’inizio di un “conflitto”?

La mossa però – inizialmente accettata di buon grado dal governo australiano – sembra ora invece volgere verso una tesa controversia, che coinvolge anche la stessa AstraZeneca e i paesi dell’UE riguardo ai problemi di approvvigionamento e ai ritardi.

Il primo ministro australiano Scott Morrison ha detto che capisce la decisione italiana. “In Italia, le persone muoiono al ritmo di 300 persone al giorno. E quindi posso certamente capire l’alto livello di stress che vivono”, ha detto. E di fatti la nostra decisione di bloccare le esportazioni è stata sostenuta dalla Commissione europea. Abbiamo registrato più di 2,9 milioni di casi e quasi 99.000 morti. L’Australia, invece, ha segnalato poco più di 29.000 casi e 900 morti.

Premier australiano: “Capisco, ma i contratti vanno rispettati” 

Secondo quanto riportano diversi media esteri, il ministro della Salute australiano Greg Hunt ha dichiarato di aver “sollevato la questione con la Commissione europea attraverso più canali. In particolare abbiamo chiesto alla Commissione di rivedere questa decisione”. Il capo del governo, Scott Morrison, ha detto: “è importante che i contratti siano rispettati“, pur – come detto – riconoscendo le ragioni che ci hanno spinto al blocco. Bruxelles intanto fa sapere che non c’è intenzione di tornare sulla decisione del blocco: si tratta di un messaggio alla società farmaceutica, ha fatto sapere, affinché “rispetti i contratti”.

Cosa succederà adesso?

La decisione dell’Italia farà da apripista a possibili nuovi stop da parte dei Paesi Ue? La Francia ha già fatto sapere di non escludere di volersi muovere allo stesso modo. La nuova regola comunitaria che consente di impedire l’export di vaccini anti Covid al di fuori dell’Unione è nata dopo che la stessa AstraZeneca aveva ammesso che avrebbe mancato gli obiettivi di consegna per il primo trimestre, suscitando nelle istituzioni il sospetto che una parte dei vaccini prodotti nel Vecchio continente in realtà venisse dirottata all’estero. Magari, al miglior offerente.

Covid-19: Usa, alleanza tra aziende farmaceutiche anticipa i tempi: “Tutti vaccinati entro maggio”

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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