Covid-19, violenza donne: 470mila occupate in meno, sono fragili nella coppia

Rinunciare al posto di lavoro significa rinunciare all’indipendenza

Non cambia la posizione delle donne: sempre le più fragili nella coppia, perché nei fatti quelle che rinunciano al lavoro più facilmente. Con la pandemia e il conseguente aumento del carico del lavoro domestico, l’incertezza sull’apertura delle scuole, e la vulnerabilità dei nonni, sono loro – sono sempre loro – a correre ai ripari. E questo è l’antefatto alla violenza: una donna senza indipendenza economica è una donna legata a doppio filo al suo uomo, nel bene e nel male.

Penultimi in Europa

E i dati non lasciano dubbi: il tasso di occupazione femminile con la pandemia ha fatto marcia indietro segnando ben 470mila occupate in meno. Nel secondo semestre di quest’anno si è attestato al 48,4%, contro i 66,6% di quello maschile. Sono i dati riportati ieri dal presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, nel riferire lo studio condotto dall’Inapp dal titolo “Il post lockdown: i rischi della transizione in chiave di genere”. Siamo al penultimo posto in Europa.

Congedi covid? Sempre alle donne

E indovinate chi, nella coppia, ha scelto di utilizzare il congedo Covid dedicato a chi avesse figli in quarantena durante la pandemia? Nonostante la norma consentisse di dividere il congedo a metà con il partner, il 90% delle donne lo ha utilizzato interamente.

Disparità salariale

Perché succede? Perché il percepito resta che è il papà a portare la pagnotta, e la realtà lo agevola con il fatto che le retribuzioni femminili sono in media più basse (17% in meno nel privato secondo Eurostat), anche a parità di ruolo con gli uomini. Ovvero, l’assurda magia per la quale due manager di pari livello hanno stipendi diversi a scapito delle donne. Così, suona logico che il primo stipendio a essere sacrificato in caso di necessità sia quasi sempre quello femminile. A scapito della sicurezza personale e famigliare. Ma anche a scapito dell’economica generale.

Un sistema malato per tutti

“Questo sacrificio delle donne, per la tenuta del sistema familiare e per la salvaguardia del reddito (maschile) più forte, significa meno crescita e meno contributo al Pil e aumento del carico sulle politiche passive”, ha aggiunto il presidente Inapp Sebastiano Fadda.

Sebbene siano donne le più formate

E tutto questo nonostante le donne siano mediamente le più formate. “Nel 2019, in Italia, avevano il diploma quasi 2 donne su 3; una quota di circa 5 punti percentuali superiore a quella degli uomini (64,5%contro 59,8%). Un gap che in Europa è invece mediamente di solo un. Infine, il 22,4% delle donne ha una laurea (22,6% nel secondo trimestre 2020), contro il 16,8% degli uomini.

Giornata contro la violenza alle donne: “Ma dove sono? Non le vedo!!”

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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