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Covid in Italia: i media danno i numeri!

(E creano confusione)

Paolo Spada, chirurgo dell’Humanitas di Milano ha compilato per “Il Fatto Quotidiano on line” un breve testo che permette di capire perché il bollettino quotidiano su morti, infettati e malati è fuorviante… I numeri attuali potrebbero sembrare simili a quelli di marzo e aprile ma non è così. Per fortuna!Ecco alcuni stralci dal testo di Spada:

“…I risultati dei tamponi risentono di fluttuazioni che nulla c’entrano con l’andamento dell’epidemia, banalmente nel fine settimana ne vengono processati di meno. Ed è scandaloso che ogni giorno i media facciano confronti con il numero di decessi del giorno prima: le notifiche sui morti arrivano a blocchi, da fonti diverse e con tempi diversi”. Quello che ha senso, invece, per comprendere la reale evoluzione dell’epidemia, “è paragonare i dati settimanali”, che si trovano nel “report esteso” dell’Istituto superiore di Sanità e nelle elaborazioni della Fondazione Gimbe.

 Le regioni non sono tutte uguali.

Se poi ci mettiamo a fare confronti fra regioni, o fra l’Italia e l’estero, il minimo sindacale sarebbe almeno rapportare i casi alla popolazione: “Sento i Tg dire che i nuovi casi sono 500 in Lombardia, 500 in Campania, 500 nel Lazio… ma la Lombardia ha più di 10 milioni di abitanti, la Campania meno di sei, il Lazio idem”, afferma ancora Spada. “Quanto meno si dovrebbero diffondere i dati ogni 100mila abitanti sui sette giorni. Le autorità sanitarie lo fanno, ma al cittadino non arrivano”.

….Le regioni a maggiore rischio risultano CampaniaUmbria e Toscana.

La prima “vanta” il record di incremento di nuovi contagi, + 30% in sette giorni, pari a 76 nuovi positivi ogni 100mila abitanti; la seconda è lì lì come incremento, 29%, ma superiore per nuovi contagi ogni 100mila abitanti (88). La Toscana al momento vede un aumento dei contagi minore, il 19%, con 76 contagi ogni 100mila abitanti, esattamente come la Campania. E la Lombardia, la regione che ha pagato il prezzo più alto in termini di morti e oggi torna a preoccupare, soprattutto con Milano? Oggi è la regione con minore incremento settimanale di nuovi casi (+5%) e a metà “classifica” per nuovi casi ogni 100mila abitanti (53).

…chi ha un tampone positivo al Sars-Cov2 non necessariamente è contagioso. “Abbiamo pazienti che ci mettono cinque mesi per diventare negativi, perché le mucose ci possono mettere molto a smaltire i residui genetici del virus Sars-Cov2”. Ma questi pazienti non sono più in grado di infettare altri da un pezzo. Paradossalmente le macchine che eseguono il test, basate sull’amplificazione del materiale genetico, sono troppo precise, così sensibili da scovare anche frammenti di Rna virale ormai non più attivi. “I tamponi sono efficacissimi per fare la diagnosi di un paziente che presenta i sintomi del Covid-19, ma poi perdono man mano rilevanza e non ci fanno capire chi è contagioso e chi no”, spiega Spada. Tant’è che si registrano di versi casi di negativi al primo tampone di controllo che tornano positivi al secondo.


Per il testo integrale vai su “Il Fatto Quotidiano on Line”

Redazione People For Planet

Redazione People For Planet

Redazione centrale: Gabriella Canova, Simone Canova caporedattore centrale, Miriam Cesta settore Persona, Maria Cristina Dalbosco settore Società, Michela Dell’Amico settore Green

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