Covid19, la Cina vieta il commercio di animali selvatici e fa la storia

Una scelta epocale che rompe un’antichissima tradizione, ma che salverà forse molte specie

Si tratta di un terremoto culturale per il Paese che, a seguito delle leggendarie carestie superate nel corso della sua storia, ha imparato a mangiare qualsiasi cosa. Letteralmente. Oggi, a seguito del coronavirus, la Cina ha approvato la bozza di legge che mette immediatamente al bando il consumo di carne di animali selvatici, stringendo sul commercio illegale, a tutela di vita e salute delle persone. Altra conseguenza forse non considerata dal Comitato permanente del 13esimo Congresso nazionale del popolo, ma comunque estremamente importante per il futuro dell’umanità, la mossa sarà una potente forma di protezione per le specie animali in via d’estinzione. Il provvedimento definisce un “noto problema” il consumo di carne di animali selvatici, e questo sottolinea come solo un’emergenza mondiale avrebbe potuto intaccare una tradizione così forte.

Sarà per sempre?

Tutto lascia pensare di sì, e non tanto per imposizione. La consapevolezza che questo catastrofico virus possa essere partito da un mercato di animali selvatici basta per convincere le persone a cambiare abitudini. Oggi il giornale cinese Xinhua pubblica un sondaggio che non lascia dubbi: il 97% dei cinesi è contro l’abitudine di mangiare animali selvatici e il 79% è contrario al loro commercio.

Specie in via d’estinzione

I due imputati del passaggio del virus all’uomo sono entrambi in serio pericolo: il pipistrello e ancora di più il pangolino, piccolo mammifero simile a un formichiere a rischio di estinzione e vittima di traffici clandestini per le sue scaglie, considerate un toccasana dalla medicina orientale, e la sua carne prelibata. Al punto che le otto specie note sono tutte in via di estinzione. Secondo il Wwf, la sottospecie cinese ha avuto un declino del 90% dal 1960, proprio a causa del loro commercio. A gennaio – lo ricorderete –  gli imputati erano due specie di serpenti, anche queste considerate delle prelibatezze e probabilmente vendute nel mercati di animali vivi di Wuhan.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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