Cucina italiana, all’estero ingredienti contraffatti in due piatti su tre

Lo denuncia Coldiretti. Per identificare i veri ristoranti nostrani e proteggerli dai concorrenti “fake” arriva la carta di identità “100% italian taste”

Spaghetti alla bolognese conditi con sugo di pomodoro e polpette che nella realtà gastronomica dell’Emilia Romagna non esistono. Cotoletta alla milanese fatta con carne di pollo o maiale fritta nell’olio di semi al posto della carne di vitello cotta nel burro. Pasta alla norma condita con formaggio grattugiato al posto della tradizionale ricotta salata. E ancora, il tiramisù preparato con la panna al posto del mascarpone. Sono solo alcuni degli “sfregi” ai piatti tradizionali italiani rilevati da Coldiretti, la maggiore associazione di rappresentanza dell’agricoltura italiana, e serviti in molti ristoranti italiani all’estero: secondo l’associazione infatti al di fuori dei confini nazionali vengono serviti ingredienti definiti “made in Italy” ma taroccati in quasi due piatti su tre, e a essere portate in tavola sono le più bizzarre versioni delle ricette tradizionali.

Un affare non da poco: l’agropirateria internazionale fattura infatti oltre 100 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la nostra realtà nazionale.

Le specialità più “tradite”

Tra le specialità più tradite ci sono anche la caprese servita con formaggio industriale al posto della mozzarella di bufala o del fiordilatte, la pizza che viene offerta nelle versioni più strane, da quella hawaiana con fette di ananas a quella di pollo, la pasta condita col pesto alla genovese proposto con mandorle, noci o pistacchi al posto dei pinoli e la carbonara preparata con il prosciutto cotto al posto del guanciale e, spesso, con l’aggiunta di panna.

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La carta d’identità per ristoranti 100% ItalianTaste

Per identificare i veri ristoranti italiani all’estero e proteggerli dai concorrenti “fake” e dall’utilizzo di prodotti tricolori tarocchi arriva la prima carta d’identità ideata da Coldiretti e Asacert, azienda di certificazione e ispezione con esperienza pluriennale e accreditamenti internazionali. Grazie a un apposito protocollo basato sulla rispondenza dei fornitori, dei menù e della carta dei vini, sarà infatti possibile identificare i ristoranti – precisa Coldiretti – che sono davvero italiani e non solo di nome e di “facciata”, ovvero sul piano delle materie prime, dello staff e soprattutto della tradizione culinaria e della proposta enogastronomica. La certificazione “ITA 0039 | 100% ItalianTaste” è nata, infatti, dalla necessità di difendere, promuovere e valorizzare il patrimonio agroalimentare italiano, non solo a livello di prodotto ma anche sul piano della distribuzione enogastronomica.

Record storico per le esportazioni agroalimentari italiane

La notizia dei piatti “made in Italy” taroccati serviti nei ristoranti italiani all’estero arriva proprio nell’anno del record storico per le esportazioni agroalimentari nostrane: secondo un’analisi effettuata da Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi otto mesi dell’anno, diffusa in occasione della Settimana della cucina italiana nel mondo 2019 in programma dal 18 al 24 novembre, mai così tanto cibo e vino italiani sono stati consumati sulle tavole mondiali: si parla per il 2019 di un valore di 28,6 miliardi di euro, con un aumento del 4%.

(in foto un piatto di spaghetti alla bolognese così come viene servito all’estero)

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

Miriam Cesta

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.