Cuciono gratis mascherine trasparenti per i sordi, i più isolati dal Covid-19

Ashley, la studentessa americana che con la madre cuce gratis mascherine per i sordi. E in Italia? Appello al ministero

Covid-19, settimane infernali per i sordi. Già in tempi normali per le persone ipoudenti gli ospedali sono luoghi difficili, ora che tutti, non soltanto il personale medico, indossano le mascherine, anche fare la spesa o recarsi in farmacia può risultare infernale per chi ha bisogno di leggere il movimento delle labbra per comunicare. 

Le mascherine trasparenti, che coprono da virus e batteri ma lasciano scoperte le labbra, già esistono, ma sono poche, costose, e spesso introvabili, in America come in Italia.

Ashley, la studentessa americana che cuce mascherine per i sordi

Si chiama Ashley Lawrence, ha 21 anni, è studentessa del Kentucky, Stati Uniti. Insieme alla madre sta cucendo e donando mascherine realizzate in tessuto chirurgico e una parte trasparente all’altezza della bocca, fondamentali per chi ha bisogno di leggere in labiale, ma pure per chi necessita di un sorriso.

L’idea è nata dopo avere visto amici fabbricarsi mascherine da soli, così, consultati i tutorial che si trovano sul web, si è messa all’opera, e ora, insieme alla madre, fabbrica e spedisce stock di mascherine in diverse città degli Usa a chi ne ha bisogno.

Gli appelli in Italia

Da noi la prima voce a levarsi è stata quella di Carla Ciotti, presidente dell’associazione Il Quadrifoglio di Ravenna. In una lettera aperta ripresa da alcuni giornali locali,  ha scritto una lettera di denuncia dei gravi problemi di comunicazione che i sordi stanno vivendo in questo momento di emergenza, dove, oltre alle mascherine (normali e trasparenti) mancano anche figure capaci di tradurre in lingua Lis, la lingua dei segni italiana, soprattutto negli ospedali

Ogni anno in Italia nascono circa 2mila bambini con gravi problemi all’udito e stando a un rapporto dell’INPS riferito al 2017, nel Paese sono 43536 i sordi riconosciuti dalla Legge 381(70) come invalidi civili. Quarantatremila e cinquecentotrentasei persone che, contratto il Covid-19, rischiano una ospedalizzazione in totale isolamento, ancora più dolorosa e solitaria di quanto già lo sia normalmente. Quarantatremila e cinquecentotrentasei persone stanno vivendo queste settimane di incertezza in isolamento, se si considera che la simpatica traduttrice Lis appare soltanto durante i bollettini quotidiani della Protezione Civile, mentre la maggioranza degli approfondimenti, delle interviste ai medici e dei filmati, sono girati in esterna, da lontano. 

Il 28 marzo da un istituto per sordi di Messina è partita la richiesta, ora al vaglio del ministero dello Sviluppo Economico, per produrre in tempi utili dispositivi di protezione necessari a chi ha bisogno di leggere il movimento delle labbra. Ora più che mai, tocca farsi sentire.

Stela Xhunga

Stela Xhunga

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