Da grande farò il gestore delle acque!

Un nuovo master prepara studenti di tutto il mondo a divenire imprenditori, politici o amministratori informati sulla sfida del secolo: l’ambiente.

Partner della FAO nell’ambito del programma WASAG, e sostenuta anche dal mondo dell’Arte con aste dedicate di Christie’s, la Water Academy SRD è un master online unico nel suo genere, che vanta un comitato scientifico eccellente e offre una specializzazione del tutto particolare a studenti di tutto il mondo, «alcuni dei quali hanno assunto già ruoli di responsabilità nelle istituzioni e nei centri di ricerca dei rispettivi Paesi di origine», spiega Alessandro Leto, direttore di WASRD. «Il progetto è stato lungamente meditato assieme a Giancarlo Olgiati, che lo ha co-fondato con me. L’idea è quella di radicare una nuova cultura dell’acqua, basata su principi di sviluppo sostenibile, ma in modo “olistico”, orizzontale, capace cioè di fondersi nei vari campi disciplinari, fornendo ai nostri studenti una “cassetta degli attrezzi” intellettuale, che li aiuti a comprendere e analizzare l’insieme della realtà, per risolvere problematiche così complesse».

Attivi nell’alta formazione con un master on line in inglese da 60 crediti, realizzato insieme all’Università Internazionale Telematica UniNettuno, WASRD organizza ogni anno anche convegni dedicati a temi specifici riguardanti le risorse idriche, con pubblicazioni scientifiche e progetti multimediali.

La sfida più importante? «Si stima che nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà 9 miliardi di persone, e lo sforzo che il nostro pianeta dovrà sopportare per sfamare tutti sarà sostanzialmente insostenibile, almeno ai ritmi attuali. Se a questo aggiungiamo che circa il 70% dell’acqua dolce disponibile è sfruttata a uso agricolo, allora comprendiamo l’importanza di pratiche irrigue innovative, l’importanza di poter disporre di politiche di contrasto all’abuso, alla dissipazione e alla contaminazione delle acque. Si tratta di una sfida epocale che, assieme alla Fao, che ci ha incluso nella sua task force, portiamo avanti con orgoglio”.

Leto mi parla da Pechino, dove è stato chiamato in questi giorni per contribuire ad affrontare la questione sostenibilità rispetto al progetto della Nuova Via della Seta, all’International Conference on Silk-road Disaster – Risk Reduction and Sustainable Development, organizzato tra gli altri dall’Onu. «Il governo cinese sta dimostrando – anche con questo impegno preso con le Nazioni Unite – un interesse serio e programmatico a rispettare un bene così prezioso per l’umanità: l’ambiente naturale e le sue risorse».

Il master “Water Awareness, Consciousness, Knowledge and Management” è giovane. Giunto quest’anno al suo 2° anno accademico, ha al momento circa 30 iscritti. «Si tratta soprattutto di studenti dall’Africa, dal Vicino e Medio Oriente – continua Leto – tutti molto motivati e impegnati nel fare la differenza all’interno delle loro comunità di appartenenza. Si impegnano per garantire un futuro alle loro società, con dinamismo e grande determinazione, resistendo alla tentazione della migrazione. Molti sono anche gli studenti europei e asiatici interessati alla nostra offerta formativa, attratti dalla consapevolezza che le competenze sui temi ambientali hanno oggi una valenza generale, nelle relazioni internazionali come nelle aziende, nella pubblica amministrazione, o ne i media, nel settore privato come in quello pubblico». Grazie alle aste organizzate da Chritstie’s, tra l’altro, sono previste borse di studio agli studenti più meritevoli.

Basta analizzare i Sustainable Development Goals dell’ONU per capire che qualunque attività antropica ha un impatto diretto o indiretto con, per e sull’acqua. «La rigida verticalizzazione del sapere, negli ultimi decenni, ha sostanzialmente impedito l’osmosi del sapere stesso – conclude Leto – e l’ibridazione delle conoscenze, portando a una difficoltà di dialogo reciproco fra i diversi settori scientifici e di ricerca. L’obiettivo che ci siamo proposti è quello di superare questa impostazione e di rivitalizzare il dialogo orizzontale fra le scienze, consentendo alla ricerca di espandere i propri effetti anche al di fuori degli ambiti in cui nasce. C’è bisogno di una nuova classe dirigente, adeguatamente formata, consapevole dell’importanza dell’acqua in ogni aspetto della nostra vita quotidiana».

Basta analizzare i Sustainable Development Goals dell’ONU per capire che qualunque attività antropica ha un impatto diretto o indiretto con, per e sull’acqua. «La rigida verticalizzazione del sapere, negli ultimi decenni, ha sostanzialmente impedito l’osmosi del sapere stesso – conclude Leto – e l’ibridazione delle conoscenze, portando a una difficoltà di dialogo reciproco fra i diversi settori scientifici e di ricerca. L’obiettivo che ci siamo proposti è quello di superare questa impostazione e di rivitalizzare il dialogo orizzontale fra le scienze, consentendo alla ricerca di espandere i propri effetti anche al di fuori degli ambiti in cui nasce. C’è bisogno di una nuova classe dirigente, adeguatamente formata, consapevole dell’importanza dell’acqua in ogni aspetto della nostra vita quotidiana».

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente