Scuola rientro - covid italia

Dad scolastica: stiamo perdendo per strada i nostri giovani

Con la didattica a distanza l’Italia ha perso per strada un terzo dei suoi giovani. Se siamo riusciti a salvare Alitalia, possiamo salvare anche i nostri giovani.

Tutte le scuole secondarie di secondo grado sul territorio lombardo dovranno adottare la didattica a distanza a partire dal 26 ottobre. La decisione è stata comunicata con l’ordinanza in vigore da oggi e firmata ieri dal presidente di regione Attilio Fontana. “Così non va bene“, ha commentato il sindaco di Milano Sala:

“Noi sindaci ci stiamo ponendo delle domande in merito a questa scelta e oggi alle 13 (ndr. 22 ottobre) incontreremo il presidente Fontana per discutere del tema scuola – ha spiegato Sala nel corso di una intervista alla radio – noi siamo contrari e per questo come abbiamo fatto proporremo la didattica integrata per le scuole di tutti i gradi. Non ha senso in questo momento, bisogna alternare didattica a distanza e presenza a scuola“.

La Dad è già tornata in Campania, e il 26 ottobre verrà introdotta in Puglia e nel Lazio, nonostante i continui e accorati appelli della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che non più tardi del 18 ottobre dichiarava: “la scuola in presenza è fondamentale per tutti, dai più piccoli all’ultimo anno del secondo grado. La scuola ha già contribuito a decongestionare i trasporti. Ora si agisca anche su altri settori”. Tanto più che, stando ai dati in costante aggiornamento, “nelle scuole ci sono pochissimi focolai, se ci sono problemi fuori dalle aule a pagarli non sono non possono essere gli studenti”.

Con ogni evidenza la didattica a distanza è un problema, come già rilevato dall’AgCom, che nella consueta indagine annuale, resa pubblica lo scorso luglio, denunciava: “Il 12,7% degli studenti italiani non ha usufruito della didattica a distanza, dati inaccettabili per una democrazia evoluta“. Un quadro desolante, considerato poi che, il 10% dei ragazzi è rimasto escluso dal processo educativo e un ulteriore 20% ha potuto seguire le lezioni online soltanto in maniera saltuaria.

Dallo scoppio della pandemia l’Italia ha perso per strada un terzo dei suoi giovani. Una sciatteria che non possiamo permetterci, dopo le tante, troppe perdite da Covid-19, perdere anche i giovani sarebbe l’epilogo più triste, perché un paese senza giovani istruiti, inclusi e partecipi nel tessuto sociale non è soltanto un paese senza futuro: è un paese triste. Se siamo riusciti a salvare Alitalia, possiamo, anzi, dobbiamo, salvare i nostri giovani. Possiamo ancora salvarci.

Leggi anche: Voliamo basso: 3 miliardi (ancora) per Alitalia e solo la metà alla scuola

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

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