Dai lombrichi nascono i fiori (e non solo): così a Sassari gli scarti di macellazione diventano una risorsa

Si chiama “lombricompostaggio”

Obiettivo di PRISMA è generare, grazie al “lombricompostaggio”, fertilizzanti innovativi per il miglioramento delle performance produttive delle piante coltivate

DAI DIAMANTI non nasce niente e dal letame nascono i fiori, cantava qualcuno, e il principio vale anche in agricoltura: al posto del letame però l’Università di Sassari ha deciso di utilizzare i lombrichi, che nell’ambito del progetto PRISMA(PRodotti Innovativi ad alto valore agronomico dal recupero degli Scarti di MAcellazione) verranno usati per trasformare gli scarti della macellazione dei bovini della Cooperativa Produttori Arborea, proprio per dare vita a fertilizzanti innovativi destinati a piante coltivate.

Il progetto è appena partito e durerà complessivamente 28 mesi, concludendosi il 31 dicembre 2020. Fino ad allora a occuparsene sarà l’agronomo dell’Università di Sassari Roberto Lai, in collaborazione con la Cooperativa Produttori Arborea, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, l’azienda BioSS, prima produttrice di humus da lombricompostaggio in Sardegna, e Abinsula, realtà di eccellenza nel campo delle tecnologie ICT. Circa 50 le persone coinvolte tra ricercatori, dirigenti e tecnici degli istituti di ricerca e delle aziende.

Le attività di recupero e trasformazione si basano sul processo di “lombricompostaggio”, grazie al quale lombrichi terrestri oligocheti, appartenenti al genere Eisenia, degradano gli scarti organici dando origine a prodotti ad alto valore per l’agricoltura.

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Redazione People For Planet

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Redazione centrale: Gabriella Canova, Simone Canova caporedattore centrale, Miriam Cesta settore Persona, Maria Cristina Dalbosco settore Società, Michela Dell’Amico settore Green

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