Dalle Filippine la legge più green di sempre: piantare alberi per laurearsi

Dalle Filippine la legge più green di sempre: piantare alberi per laurearsi

Deforestazione, desertificazione e rimedi: la situazione in Italia e nel mondo

[Fonte:  Filippine, il ricatto più ‘green’ al mondo approvato dal governo. “Vuoi laurearti? Pianta 10 alberi”]

Approfondiamo con la stampa nazionale:

Gli studenti delle Filippine, per potersi laureare, dovranno piantare almeno 10 alberi dalle elementari fino all’università. Nel paese asiatico è stata appena approvata una nuova legge che potrebbe portare alla piantumazione di 525 miliardi di alberi in una generazione.

Il firmatario di questa norma a tutela dell’ambiente è il leader del partito Magdalo, Gary Alejano, che ha spiegato così le sue ragioni: “Con oltre 12 milioni di studenti delle elementari, quasi 5  milioni di studenti che si diplomano e quasi 500.000 che si laureano ogni anno, questa iniziativa, se attuata correttamente, garantirà che almeno 175 milioni di nuovi alberi vengano piantati ogni anno”.

I nuovi alberi saranno piantati in determinate aree urbane, foreste, aree protette e campi militari. Per quanto riguarda la scelta delle piante, questa si baserà su parametri come località, clima e topografia dell’area. Verrà data preferenza a quelle indigene. Continua a leggere [Fonte: TPI.IT “Vuoi laurearti? Prima devi piantare 10 alberi”: nuova legge approvata in filippine a tutela dell’ambiente. Di Beatrice Tomasini

RIFORESTARE IL MONDO – Riforestazione: è questa la parola d’ordine che si mette in campo di fronte ai problemi legati al cambiamento climatico e alla deforestazione per motivi economici che affligge buona parte del Pianeta. Si tratta anche di una pratica che sta prendendo piede nelle attività di utilizzo della biomassa, come l’uso della legna da ardere, l’estrazione della polpa di cellulosa per la carta e altre attività che prevedono lo sfruttamento del legno.

In Svezia, per esempio, dove vi sono imponenti foreste utilizzate a livello industriale, la legge impone la piantumazione di tre alberi ogni volta che se ne abbatte uno; in Italia, grazie a misure di protezione che vanno avanti da decenni, nell’ultimo secolo la superficie boschiva è raddoppiata (dati Ispra) e il 33% del nostro territorio è coperto da boschi. Si tratta di un quadro positivo che coinvolge anche altri paesi industrializzati e che tuttavia non è ancora sufficiente a invertire la tendenza inversa a livello mondiale: la diminuzione dei territori boschivi interessa quattro miliardi di ettari di foreste: nel solo 2016 sono stati abbattuti 29,7 milioni di ettari di foreste (quanto tutto il territorio italiano) con gravi effetti sulla biodiversità, sui cambiamenti climatici (le foreste sono uno dei grandi “sequestratori” di CO2 dall’atmosfera), e sull’inquinamento anche a livello locale (le piante sono in grado, in parte, di assorbirlo e renderlo innocuo). A livello mondiale la deforestazione avanza e uno studio del 2017 sulla rivista Science Advances ha verificato che, solo tra il 2000 e il 2013, la superficie delle foreste primarie è diminuita del 7,2% in tutto il Pianeta. Continua a leggere [Fonte: PEOPLEFORPLANET “Riforestare il mondo”. Di Sergio Ferraris ]

LE EMISSIONI CI STANNO UCCIDENDO: LA SUPERPIANTA MANGIA-CO2 CI SALVERÀ? Piante più efficienti per arginare i cambiamenti climatici. La maggior parte delle strategie volte ad arginare i cambiamenti climatici e a diminuire le emissioni nocive sottintende una modifica dei comportamenti umani che li renda più sostenibili e rispettosi del Pianeta. Secondo i ricercatori del Salk Institute for Biological Studies (California) è possibile però farci dare un aiuto anche dalla stessa natura che stiamo distruggendo. In particolare, una Superpianta con una particolare efficacia di assorbimento della Co2 potrebbe essere un formidabile asso nella manica.

Effettivamente è un paradosso: l’essere umano genera CO2, distrugge foreste millenarie, devasta interi ecosistemi, pone a rischio la sua stessa specie e poi cerca un supporto nelle piante per rimediare! Al Salk Institute la chiamano “Ideal Plant” e la sua azione andrebbe comunque a sommarsi alle altre strategie di mitigazione che intanto dovremo necessariamente mettere in atto. Insomma, non basterà certo una Superpianta a rimediare a decenni di danni…
I ricercatori sono partiti dal fatto che le piante assorbono CO2 e la immagazzinano; una parte finisce nel terreno, dove resta per millenni. Ma ormai la quantità di Co2 che riversiamo nell’atmosfera è troppa perché ci sia una compensazione, la Terra è satura. Perché allora non immaginare piante in grado di assorbire più CO2 e di immagazzinarla per altri secoli?

Dal Salk Institute, il biologo Wolfgang Busch spiega così quella che potrebbe sembrare una forzatura: «Non stiamo provando a far fare alla piante qualcosa che già non fanno, stiamo solo tentando di migliorarne l’efficienza per poterle utilizzare allo scopo di arginare i cambiamenti climatici». Così è nata la Harnessing Plants Initiative, che ha come scopo quello di creare “ideal plants” che hanno bisogno di meno fertilizzanti, producono frutti per sfamare il mondo e intanto ci aiutano a immagazzinare la CO2 nel profondo del terreno. Continua a leggere [Fonte: PEOPLEFORPLANET Le emissioni ci stanno uccidendo: la Superpianta mangia-CO2 ci salverà? Di Anna Tita Gallo]

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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