Dante poeta dell’ignoto

L’audiolibro a voce di Claudio Carini

Fra le opere Immortali, intarsio della letteratura mondiale, la “Divina Commedia” non è facilmente riproducibile in figurazioni cinematografiche o teatrali. Lavori suggestivi sono stati eseguiti e raffinate iniziative ripopolano l’offerta culturale per i Settecento anni della morte di Dante, ma si tratta di attività che non affrontano l’intera rielaborazione delle pagine del Divino Poeta, pur traendone ispirazione, per le difficoltà oggettive di uno sforzo che risulterebbe ciclopico. L’annunciatore del sublime, l’incoronato di alloro e italiano Alighieri, va “cantato” per addentrarsi totalmente nel cuore di un’epopea sempiterna.

La “Divina Commedia” così intitolata, come riferiva anche lo studioso dantista Vittorio Sermonti, da un tipografo veneziano due secoli e mezzo dopo la scomparsa del sommo autore, fa erompere il suo invito maestoso ad essere interpretata, letta, evocata, per dischiudere, terzina per terzina, i sipari di un proscenio “umano troppo umano” (Dante l’aveva chiamata solo “Commedia”), i dubbi dilemmatici della ragione e della fede, l’imponenza dell’impronta lirica sbaragliata verso l’ignoto.

Claudio Carini, editore di “Recitar Leggendo” (www.recitarleggendo.it) dà voce al poema dantesco in un magistrale audiolibro che raccoglie integralmente le tre Cantiche dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso. Questa produzione dell’Editrice è giunta alla terza edizione ed è corredata di un Cd e dell’e-book. Romanzo teologico, visione estatica, manifesto allegorico, sacra scrittura, eresia, la Divina Commedia, appellata nei secoli come se si trattasse di un unico suono in due parole, mostra l’attitudine all’unione degli opposti in sintesi ineffabili: l’esegesi e l’ermeneutica più complesse ed erudite e i sedimenti spontanei di diffuse memorie popolari. Chi, infatti, non ha assaporato il favoloso inizio: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura….”?. L’audiolibro sa dare risalto al carattere più radicale di Dante, quello di essere voce della società umana, e stringe la consonanza patetica fra l’ascoltatore, che l’Alighieri fiorentino avrebbe voluto fosse tirocinante di verità, ed il testo.  

Le Celebrazioni Ravennati

Il Museo D’arte della città di Ravenna nell’allestimento della mostra dedicata ai Settecento anni di Dante, che si protrarrà fino al 9 gennaio 2022, fa ascoltare brani della “Divina Commedia” edita da “Recitar Leggendo” e Claudio Carini ha impresso le vibrazioni del vigore e dell’elegia danteschi nelle letture svolte all’Istituto Italiano di Cultura di Londra e nella Biblioteca dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga. “Sono un attore da lungo tempo – spiega Carini che è stato socio fondatore del Teatro Stabile di innovazione Fontemaggiore di Perugia – e mi son sempre sentito i piedi saldamente appoggiati alle tavole del palcoscenico, anche nell’emissione della voce che doveva arrivare lontano fra gli spettatori.

Nel 2005, per la prima edizione della Divina Commedia in audiolibro, la lettura risentiva ancora di questa impostazione, ma nel corso degli anni la mia tecnica è mutata anche se, a mio parere, non c’è un modo “giusto” di leggere la Divina Commedia, che è materia estremamente difficile e delicata, ma un modo che può piacere o non piacere. Nell’ultima edizione, l’intonazione è sommessa, i volumi più bassi, per costituire un rapporto fra me, il microfono e l’ascoltatore che crei i circuiti di una percezione confidenziale. Una maggiore energia interpretativa è richiesta in alcuni punti, ad esempio il Canto XIX dell’Inferno in cui Dante condanna i Simoniaci e la corruzione del clero, mentre le sonorità si distendono nelle morbidezze auliche del Canto XXXIII del Paradiso quando la coscienza porta a compimento il suo pellegrinaggio giungendo nell’empireo dinanzi alla Mente di Dio. Dal punto di vista della musicalità, inoltre, i primi otto canti del Purgatorio sono considerati da molti critici i più belli”.

Dante e le donne

È coinvolgente immergersi, anche tramite l’ascolto in audiolibro, nella sensibilità fine e possente di Dante verso il genere femminile che diviene essenza trasfigurata di compassione e di grazia. Persino nella bufera infernale che scuote i lussuriosi del Canto V, suscita commozione il celeberrimo episodio di Francesca Malatesta, la sola a parlare con il Poeta, mentre l’amato Paolo, che le è accanto,tace. Dolcissima ed accorata è la figura di Pia Dè Tolomei nel Canto V del Purgatorio, ricordata in pochissimi versi impregnati di dolente nostalgia della condizione umana. Dama senese fu uccisa in Maremma dal marito, secondo gli antichi commentari, o per vendicare un’infedeltà o per la volontà di lui di passare ad altre nozze. Tale fatto di amore e di sangue ha ispirato anche i “Bruscelli” dei cantastorie toscani, rappresentazioni cantate della tradizione popolare e prevalentemente itineranti. Nel Canto III del Paradiso si staglia l’elevatissimo profilo di Piccarda Donati, nobile giovinetta strappata alla devozione del Convento dal fratello per motivi di convenienza politica ed obbligata a nozze forzate. È lei che spiega a Dante il grado delle beatitudini delle anime, precisando che ciascuno Spirito gode di ciò che è non conoscendo animosità e invidie terrene.

L’incontro con Piccarda avviene mentre Dante è in compagnia di Beatrice, la Bice Portinari che in gioventù lo ha infiammato d’amore, celebrata nella “Vita Nuova”, prima raccolta di liriche e prosa in cui il racconto autobiografico, il sogno, la visione si confondono per essere definitivamente trascesi nella “Commedia”. Beatrice è più della creatura amata, più dell’incarnazione suprema della poesia e di lei l’Aligheri si propone di dire “Quello che mai non fue detto d’alcuna” poiché l’amore non è soltanto frutto di nobiltà e rinnovamento interiore, ma è un sentire assoluto che si apre alla conoscenza di Dio. Laura Pierantoni, che collabora sul piano artistico ed organizzativo con “Recitar Leggendo”, aggiunge che “L’endecasillabo dantesco non è fatto per restarsene silenzioso, ma per vibrare sonoro e potente facendo risuonare le voci dei dannati dell’Inferno, dei penitenti del Purgatorio, delle anime beate del Paradiso, dando vita a quello che non è soltanto viaggio nell’aldilà ma un autentico percorso nell’animo umano”.

Dante poeta civile e l’Italia dei poeti

Nell’Ottocento Dante divenne un vessillo di ideali patriottici, basti pensare al “Discorso sul testo della Divina Commedia” di Ugo Foscolo in cui il poeta di Zante afferma che Alighieri gli è maestro “Non solo di lingua e poesia, ma di amore di patria senza adularla; di fortezza nell’esiglio perpetuo; di longanimità nelle imprese”. Foscolo insieme a Leopardi, Manzoni, Carducci, Pascoli, D’Annunzio, compare nell’audiolibro “L’Italia dei Poeti” pubblicato da “Recitar Leggendo” nel 2011, anno della celebrazione del 150° anniversario dell’unità d’Italia. L’opera, letta da Claudio Carini, contiene una scelta di testi curata da Margherita Rossi Cittadini che include brani delle Georgiche di Virgilio (la guida dantesca simbolica della ragione contrapposta alla fede) e la canzone politica “Italia mia” d Francesco Petrarca. L’ intento, che potrebbe sollecitare interesse didattico da parte degli insegnanti, è orientato a rivestire la poesia dell’espressione di valori civili. Il senso dell’Italia, presente molto prima della sua unità politica, attraversa i secoli e giunge fino ad oggi: la voce dei poeti, come documento e come testimonianza, costituisce un filo rosso dal mondo romano fino al Novecento.

Daniela Muraca

Daniela Muraca

Giornalista pubblicista, cura per People For Planet, la rubrica mensile sull'audiolibro. Interessata ai temi socio-culturali, è anche impegnata nel settore scuola per la realizzazione di progetti didattici sul Cinema.

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Giornalista pubblicista, cura per People For Planet, la rubrica mensile sull'audiolibro. Interessata ai temi socio-culturali, è anche impegnata nel settore scuola per la realizzazione di progetti didattici sul Cinema.

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