Decreto FER1: cosa cambia per gli impianti di mini idroelettrico

Decreto FER1, in dirittura d’arrivo ma con modifiche al mini idro

Ecco cosa cambia nell’ultima versione del decreto

Dai requisiti per accedere agli incentivi per l’idroelettrico alle nuove modalità di premialità per l’autoconsumo fotovoltaico

Dopo l’ok di Bruxelles, il decreto FER1 torna nelle mani dei Ministeri competenti per le ultime limature e la pubblicazione. Un passaggio obbligato soprattutto se si considera che il ritardo accumulato in questi mesi aveva fatto decadere le prime date d’asta inserite nel provvedimento. Ancora nessuna tempistica certa sulla firma del testo finale: la bozza attuale, l’ultima versione ritoccata dal Ministero dell’Ambiente e consegnata nel mani di quello dello Sviluppo Economico,  riporta novità per venire incontro ad alcune delle osservazione della Commissione europea. Il grande nodo da sciogliere è ovviamente quello riguardante il mini idroelettrico.

La revisione del testo, in ambito dei requisiti specifici per accedere agli incentivi del decreto FER 1, introduce una doppia possibilità per i progetti di mini idroelettrico. La prima richiede la certificazione da parte dell’ente locale che ha rilasciato la concessione, delle  “quattro i” del decreto 23 giugno 2016 (articolo 4, comma 3) ossia che l’impianto:

1) sia realizzato su canali artificiali o condotte esistenti, senza incremento né di portata derivata dal corpo idrico naturale, né del periodo in cui ha luogo il prelievo;

2) utilizzi acque di restituzioni o di scarico di utenze esistenti senza modificare il punto di restituzione o di scarico;

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Redazione People For Planet

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