Oggi il decreto ministeriale Di Maio sui migranti

Di Maio sui migranti: rimpatri entro 4 mesi

Oggi il decreto ministeriale

“Domani (ndr venerdì 4 ottobre) firmerò un decreto che ci permetterà in 4 mesi di capire se le persone che arrivano possono stare qui o devono essere rimpatriate“. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Dritto e Rovescio su Rete4 ha annunciato la presentazione di un provvedimento che dovrebbe accelerare le decisioni delle commissioni territoriali che valutano le richieste di protezione internazionale. “E’ una cosa che nasce dal concerto con il premier, con il ministro dell’Interno, è un lavoro di squadra che non voglio assolutamente improvvisare, e fa parte del programma di governo dove parliamo di politiche di accoglienza per chi può stare qui e di riammissione per chi non può”, ha spiegato.

“Non credo”, ha aggiunto il leader M5s, “che la soluzione sia dire ‘accogliamoli tutti‘ e per questo mi sono preso pesanti critiche. La soluzione è dire: chi può stare qui deve essere redistribuito negli altri Paesi, ma per chi non può non possiamo aspettare due anni per sapere se possono stare qui o se possono essere rimpatriati. Sui rimpatri siamo fermi all’anno zero” Continua a leggere (ILFATTOQUOTIDIANO.IT)

Dalla stampa nazionale:

(…) Oggi la presentazione alla Farnesina alla presenza del Guardasigilli Alfonso Bonafede. Della lista che potrebbe fare parte la Tunisia. Ma rimane in sospeso, per esempio, il ruolo dell’Egitto visto che il caso Regeni ancora non è stato sciolto né affrontato da Di Maio. In generale, il «gancio» giuridico alla misura dovrebbe essere la direttiva europea 2013/32, che dà ai Paesi membri una certa discrezionalità sull’individuazione dei Paesi sicuri e alla quale ha fatto riferimento anche il decreto sicurezza. Prevedibile, inoltre, che nel provvedimento sia prevista anche un’accelerazione delle procedure per la definizione dei Paesi d’origine da parte delle commissioni territoriali. Insieme agli atti il titolare della Farnesina continuerà a spingere sugli accordi bilaterali con i singoli Paesi africani da cui si verifica la maggior parte delle partenze. «È inutile che venite, se non avete i requisiti per la domanda di asilo, perché in maniera democratica vi mandiamo indietro», dice il ministro degli Esteri. Dunque stretta sui rimpatri e cooperazione. Nessun provvedimento adottato dal consiglio dei ministri, ma un atto amministrativo. Seppur con il via libera informale del Viminale. «È lavoro di squadra», specifica Di Maio. Quanto basta però al M5S per piazzare (mediaticamente) un punto nel governo, complice la presenza di un tema che nel Pd, ma anche in Italia Viva, è ancora al centro di un dibattito interno di autocoscienza collettiva sulle politiche adottate nel quinquennio 2013-2018.

«Una bandierina», come la chiama Zingaretti. Che assiste in maniera sempre più perplessa a questa escalation «di corsa al provvedimento da rivendicare». Con una consapevolezza di fondo: se il buongiorno si vede dal mattino, c’è il rischio reale che la luna di miele dell’esecutivo finisca subito per lasciare il posto a un «pantano». Il motivo opposto per il quale (domani sarà un mese preciso) è nato l’esecutivo. Continua a leggere (Fonte: ILMESSAGGERO.IT di Simone Canettieri)

Al 22 settembre, i rimpatri effettuati dal nostro Paese sono stati 5.244, di cui 5.044 forzati e 200 volontari assistiti“. Lo ha reso noto il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, riferendo alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Politiche europee in vista del Consiglio Ue Giustizia e Affari Interni in programma il 7 e 8 ottobre. “Nel 2017 – ha ricordato il ministro – i rimpatri forzati erano stati 6.514 e quelli volontari assistiti 869, per un totale di 7.383; nel 2018 i rimpatri forzati erano stati 6.820 e quelli volontari assistiti 1.161, per un totale di 7.981”.

“Il tasso dei rimpatri di chi non ha titolo a restare in Europa – ha ammesso il ministro – resta basso in tutta l’Unione europea, è necessario farlo crescere nel rispetto dei diritti fondamentali. Bisogna promuovere ogni iniziativa a livello europeo per favorire nuovi accordi di riammissione con i Paesi di origine dei flussi e implementare quelli già in vigore”.

Tra il 2018 e il 2019, “su 855 migranti sbarcati in Italia e da ricollocare in diversi Paesi europei, le offerte di accoglienza hanno riguardato solo 673 persone. Di queste, e il dato è particolarmente significativo, solo 241 sono state effettivamente trasferite”. La volontarietà, ha chiarito il ministro, riguarda solo la rotazione degli sbarchi, non la ripartizione dei migranti tra i Paesi aderenti, che è obbligatoria. Continua a leggere (Fonte: AGI.IT)            

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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