Difendiamo Padre Alex Zanotelli

Per difendere il missionario un comunicato dei comboniani

Che tra Padre Zanotelli e Matteo Salvini non corra buon sangue è un gentile eufemismo.

L’ultimo scontro

L’agenzia Adn Kronos ha intervistato il missionario per un commento sulla notizia che l’ex ministro dell’interno è indagato dalla procura di Agrigento per sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio sul caso della Open Arms.
Zanotelli, senza girarci troppo attorno ha risposto: «E’ grave che Salvini dica che per lui questa nuova inchiesta è una medaglia. Vuole dire che siamo alla disumanizzazione totale. E’ un uomo al quale non interessa nulla di chi soffre, non ha alcun senso morale. Come potrebbe guidare il Paese?”.

Non si è fatta attendere la risposta su Twitter di Matteo Salvini: “Ma Chef Rubio si è travestito da prete??” con la solita faccina sorridente di contorno. 

Salvini si riferisce a Gabriele Rubini, alias Chef Rubio con cui ha avuto vari scontri a colpi di tweet.

E come è accaduto per Chef Rubio anche Alex Zanotelli è stato preso di mira dai fan di Salvini sui social con valanghe di insulti e minacce di vario genere.

A difendere il prete ora si sono mossi i missionari comboniani in massa con una dichiarazione pubblicata su Nigrizia, perché anche la pazienza dei preti ha un limite. La riportiamo integralmente:

“Noi missionari comboniani sosteniamo con grande affetto e stima, senza se e senza ma, il nostro confratello Alex Zanotelli vittima di attacchi ignobili e ingiurie vergognose sui social e su tutti i mezzi di comunicazione. Attacchi innescati da alcune dichiarazioni che padre Alex ha rilasciato, un paio di settimane fa, all’agenzia AdnKronos.

Da più parti, si contesta il diritto di padre Alex di esprimere un giudizio politico sulla presenza dell’Occidente e dell’Italia in Iraq e si giudica questa posizione in contraddizione con il suo essere prete. E perché mai? Alex ha avuto il coraggio di affermare che i militari italiani in Iraq sono presenti per garantire al nostro paese il petrolio necessario alla nostra economia. E i nostri fratelli uccisi a Nassirya, alle cui famiglie va tutta la nostra solidarietà, non sono dei martiri ma sono morti nell’adempiere quel preciso compito di garantirci uno specifico interesse economico. Parole nette e chiare che sottoscriviamo.

Vogliamo ricordare a chi ha la memoria corta che padre Alex si è sempre speso per il Vangelo che si traduce in vita degna per gli ultimi della terra. Non da oggi, senza ipocrisie, prende posizione in favore della giustizia sociale e della pace, esponendosi in prima persona. Non si stanca di denunciare con passione le contraddizioni del nostro sistema economico e finanziario, che impoveriscono i popoli con cui spendiamo la nostra vita di missionari. E persevera nel testimoniare il ‘sogno di Dio’, cioè quel mondo di giustizia, pace e fratellanza universale che è il nostro orizzonte di impegno e servizio.
Per queste ragioni attaccare padre Alex è attaccare tutti noi. Schierati con lui, non contro qualcuno, sempre dalla parte del Vangelo e della giustizia.

Per chi volesse conosce la vita e il lavoro di Alessandro Zanotelli può trovare qui la sua biografia.

Noi restiamo affezionati a una sua frase nel maggio 1996 e che è sempre di grande attualità e che è diventata la bandiera del commercio equo e solidale: «Voi votate ogni volta che fate la spesa, votate ogni volta che schiacciate il telecomando, ogni volta che andate in banca sono voti che date al sistema». 

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Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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