Disabilità neurocognitive: «strumenti magici» per la riabilitazione

A Roma i disturbi del neurosviluppo si curano con stanze interattive e robot

Una stanza multisensoriale, robot interattivi, visori per la realtà aumentata. Sono i “magic tools” impiegati per la cura delle disabilità neurocognitive: succede a Roma, nel Centro ricerca e cura Balbuzie, struttura di eccellenza internazionale per la ricerca e la cura delle disabilità neurocognitive, dove robot, app, piattaforme web, visori per la realtà aumentata e altri strumenti tecnologici vengono impiegati come strumenti di riabilitazione per i disturbi dello spettro autistico e altri ritardi del neurosviluppo. Un modello innovativo di trattamento, scientificamente validato, che dimezza i tempi della riabilitazione e a cui le famiglie possono accedere in convenzione con il servizio sanitario nazionale.

Trattamenti innovativi

L’utilizzo di tecnologie nella riabilitazione dei disturbi del neurosviluppo in età evolutiva rappresenta un modello innovativo di trattamento, attalualmente eseguito solo presso il Crc Balbuzie di Roma in collaborazione con il Politecnico di Milano. «Per la prima volta in Italia vengono utilizzati nella cura e nella riabilitazione di patologie come autismo, balbuzie, disturbi dell’apprendimento e altre disabilità del neurosviluppo tecnologie multimediali, software d’avanguardia e altri dispositivi – spiega Donatella Tomaiuoli, direttrice del CRC Balbuzie -. Il servizio, in convenzione con il servizio sanitario nazionale, prevede l’accesso a tutti i servizi di robotica e multi-tecnologici attualmente utilizzati dal Centro tra cui robot, app, piattaforme web e visori per la realtà aumentata».

«L’obiettivo di tutti – continua Tomaiuoli – è aderire a un progetto di salute e permettere ai bambini e alle loro famiglie di inserirsi in un progetto di vita quotidiana. Le tecnologie che abbiamo a disposizione ci danno la possibilità di trattare i piccoli pazienti in maniera diversa rispetto a quella tradizionale. Si tratta di strumenti che aumentano la motivazione dei bambini durante la riabilitazione e permettono di ridurre i tempi di permanenza nel centro. Questo comporta uno scorrimento delle liste di attesa e la presa in carico di un numero maggiore di bambini».

La stanza magica

Non solo robot e dispositivi per la realtà aumentata. All’interno del Centro i bambini con disturbi dello spettro autistico e altre disabilità neurocognitive potranno seguire parte del percorso riabilitativo nella stanza magica, uno spazio multisensoriale ideato e progettato da un team di 12 ingegneri del Politecnico di Milano con diverse specializzazioni (informatica, meccanica dei materiali, design). La stanza è totalmente interattiva e preposta alla stimolazione dei sensi (udito, vista, tatto e olfatto). «Seguire le attività proposte dai sistemi tecnologici presenti nella stanza e vivere l’interazione con gli specialisti – spiega Eleonora Pasqua, responsabile del Polo Ricerca e sviluppo del Crc Balbuzie – ha prodotto risultati positivi notevoli a livello clinico».

Sebbene altri esempi di stanza magica siano già stati utilizzati in Italia in passato – due scuole in provincia di Milano impiegarono una installazione analoga per fini didattici e di inclusione, «il Crc Balbuzie di Roma rappresenta il centro pilota di questo progetto di ricerca unico in Italia perché per la prima volta questo tipo di tecnologie viene impiegato in maniera sistematica per la riabilitazione dei bambini affetti da disabilità del neurosviluppo. Questo vuol dire che si avrà la possibilità di analizzare in maniera più scientifica i benefici terapeutici di questo strumento», spiega Franca Garzotto del Dipartimento di Elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano.

Polo di ricerca e sviluppo

Nel Centro è attivo un Polo di Ricerca e sviluppo dedicato alla sperimentazione di strumenti tecnologici da applicare in diverse aree cliniche. “Negli ultimi anni – spiega Pasqua – gli strumenti utilizzati sono stati diversi, dalla stanza multisensoriale ai robot interattivi di ultima generazione. Il gioco e l’impiego di dispositivi tecnologici permettono a noi specialisti di avere a disposizione un maggior numero di strumenti d’intervento e ai ragazzi di essere maggiormente coinvolti e motivati in attività che esulano dalle terapie convenzionali”.

La maglietta emotiva

Oltre alla stanza multisensoriale e ai robot, nel Centro vengono comunemente utilizzati anche altri strumenti tecnologici come la t-shirt dotata di biosensori in grado di registrare lo stato emotivo di chi la indossa nel momento in cui si accinge a eseguire una prestazione, particolarmente utile per i ragazzi con balbuzie.

Immagine: la Magic room del Crc Blbuzie

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.