Disobbedire e dire parolacce: a volte è da premio

Lo ha riconosciuto il Presidente della Repubblica Mattarella

Ogni anno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella premia al Quirinale alcuni italiani che si sono distinti per gesti di solidarietà, di promozione del bene comune e della comunità.

In queste due settimane ha premiato prima i ragazzi più giovani con titolo di “Alfiere della Repubblica“, “modelli positivi di cittadinanza ed esempi dei molti ragazzi meritevoli presenti nel nostro Paese” e poi gli “adulti”, con il titolo di “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”, “casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani”.

Le persone premiate erano tante, per gesti coraggiosi e bellissimi, da chi ha donato il midollo mettendo da parte ogni suo impegno, a chi si è impegnata nel combattere il cancro in Africa, ai ragazzi che hanno creato gruppi ambientalisti, di difesa degli animali, ai veri e propri “gesti eroici”. Sul sito del Quirinale ci sono gli elenchi completi con le loro storie. Se vi sentite giù per come vanno le cose in Italia vi consigliamo di leggerle, vi tireranno su il morale (qui trovate le storie dettagliate degli “Alfieri”qui quelle dei “Cavalieri“). Ognuno di loro meriterebbe la prima pagina di un quotidiano, molti di questi gesti sono quasi universalmente riconosciuti come eroici e coraggiosi e giustamente il Capo dello Stato ha deciso di premiarli. 

Mattarella ha però deciso di premiare anche persone che hanno fatto dei gesti “diversi“: una bambina che ha iniziato un’amicizia disobbedendo agli adulti e una signora che ha dato dello “stronzo” a uno che in effetti lo era

La prima è Rebecca Maria Abate, la più giovane degli “Alfieri della Repubblica” premiati dal Presidente. Dodici anni, di Lucera (provincia di Foggia), dalla prima elementare ha iniziato a prendersi cura della sua compagna disabile, cominciando per prima a capire quando aveva bisogno, alzandosi per aiutarla anche quando le dicevano di stare al suo posto. Le maestre poi hanno capito che stava nascendo un’amicizia che poteva aiutare la bimba a uscire dal silenzio e tutta la classe a vivere in armonia e l’hanno favorita. È stato il preside della sua scuola a proporre la sua storia al Quirinale. 

È una bella storia perchè dimostra tante cose: che spesso i bambini possono insegnare molto ai grandi sulla giustizia e sulla solidarietà, che non sempre stare al proprio posto è la cosa giusta da fare, e che ci sono ancora persone che sanno cogliere il germe della bontà da un comportamento diverso e fuori dalle regole: le maestre di Rebecca e il Presidente Mattarella. 

Cosa hanno detto i genitori della bambina disabile, che Rebecca continua a frequentare? “Ci hanno ringraziato, si sentono lusingati – ha detto il papà di Rebecca nelle interviste – anche perché sono di origine marocchina, e in una realtà piccola come quella di Lucera non è sempre facile integrarsi”. Nella modestia di queste parole l’origine etnica è diventata un dettaglio, e così è stata trattata nel racconto di tutti, Presidenza della Repubblica compresa. Scelte linguistiche e narrative che oggi sono di per sè un atto di coraggio.

Nella sua sobria compostezza il presidente Mattarella ha scelto di premiare anche chi dice parolacce: Maria Rosaria Coppola, pendolare della Circumvesuviana di Napoli, oggi Cavaliere dell’Ordine al Merito perchè da sola ha difeso un immigrato dello Sri Lanka insultato da un ragazzo. “Tu non sei razzista, sei stronzo!”, la frase della signora aveva fatto il giro del web e lo stesso Mattarella l’ha definita “fulminante“. Anche qui, il commento di Maria Rosaria è significativo: “Quando ho visto la sala, la cerimonia, ho pensato subito a mio padre. Sarebbe stato fiero di me, dell’educazione che mi ha dato”. 

Insomma, educazione è anche questo: dare dello str… a uno che davvero lo è, e fermare un’ingiustizia. Lo dice anche il Presidente della Repubblica.

Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

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Margherita Aina

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Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi