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Disturbi del sonno, un rimedio naturale

L’importanza del ritmo circadiano. Ecco cos’è e come dormire meglio

Svegliarsi più stanchi di quando ci si è coricati. Avere l’impressione di non aver dormito affatto. Iniziare la giornata scarichi, tutt’altro che pronti per affrontare gli impegni quotidiani. Sarà capitato a tutti almeno una volta nella vita. E c’è a chi succede continuamente. Una sensazione logorante. La causa? Potrebbe essere un’alterazione del ritmo circadiano, il naturale ciclo sonno-veglia che regola l’organismo nell’arco delle 24 ore, legato all’alternanza luce-buio, ovvero giorno-notte.

Lo studio effettuato da tre ricercatori, Hall, Rosbash e Young, che gli è valso il Nobel per la Medicina, ne ha svelato il meccanismo e ha dimostrato che la circadianità è soggetta sia a fattori esterni, come appunto luce-buio, sia al bagaglio genetico proprio degli esseri umani. In pratica, siamo tutti “geneticamente programmati” su un certo ciclo. Sono tre le tipologie di persone individuate dagli scienziati: i cosiddetti “normali”, che rappresentano circa il 60% degli esseri umani, sincronizzati sull’alternanza naturale luce-buio che va circa dalle 23 alle 7 del mattino, i “gufi”, ovvero coloro che hanno un orologio interno spostato leggermente in avanti rispetto allo standard, e rappresentano circa il 30% della popolazione, e le “allodole” che, al contrario, hanno un ritmo anticipato, e si attestano sul 10% circa della popolazione.

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