Divorzio lombardo: 72 ore di litigi tra Comune e Regione, e non solo

In un momento drammatico come questo, in cui bisognerebbe stare uniti, 72 ore di ordinaria follia

Ogni giorno uno spazio su Milano e Lombardia

People For Planet ha tutti i giorni uno spazio dedicato specificamente alla situazione a Milano e in Lombardia, il cratere del virus in Europa, dando voce ai fatti ed ai testimoni di quanto è accaduto e sta accadendo. Milano e la Lombardia sono una delle aree chiave del paese. Quello che è accaduto e sta accadendo qui ha effetti su tutti i cittadini italiani.

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Lombardia, continua la lotta sui test tra Comuni e Regione

Nel pomeriggio di ieri, 16 aprile, 52 sindaci (tra Milano e provincia) hanno scritto un appello al governatore Fontana: «Alcuni comuni – recita l’appello – hanno effettuato test a pagamento per la ricerca di anticorpi anti-Covid19. Alcuni sin qui impiegati non hanno le certificazioni: test non affidabili possono far credere erroneamente a persone suscettibili di essere immunizzate e pertanto fuori pericolo». Stavolta, a firmare l’ennesimo documento di accusa contro la Regione, ci sono oltre 20 sindaci di centrodestra. Sul banco di prova, le analisi sierologiche. 

I test ai conducenti Atm

Il 13 aprile il presidente Attilio Fontana ha annunciato che i 20mila test – sperimentati dall’Irccs San Matteo di Pavia – sarebbero partiti dalle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Lodi. Milano? Assente. Apriti cielo, e giustamente. Il sindaco Beppe Sala ha così contrattaccato, comunicando di «non voler restare fermo e di aver raggiunto un accordo con l’Ospedale Sacco di Milano e con il professor Massimo Galli per sottoporre al test i 4mila conducenti di mezzi pubblici Atm». E poi, l’annuncio: 4.000 test sierologici da fare subito, nei prossimi giorni, per i dipendenti del trasporto pubblico Atm. Annuncio prontamente smentito a distanza di 24 ore dall’ospedale milanese con una nota ufficiale in cui si precisa che «non vi è stato nessun tipo di contatto e nessuna richiesta dalla Direzione Atm all’Asst Fatebenefratelli Sacco». In particolare il dottor Alessandro Visconti, direttore generale della struttura sanitaria, ha sottolinea che «nessun progetto di ricerca con queste finalità è stato formalizzato alla Segreteria Centrale Comitato Etico Milano Area 1, passaggio obbligatorio prima di iniziare qualsiasi tipo di sperimentazione». 

Una smentita che da un lato ha calmato gli animi dei leghisti, a partire dai deputati Igor Iezzi, che per reazione aveva chiesto, nientemeno, che le dimissioni del sindaco Sala. Dall’altro, ha aggiunto, se possibile, caos, a un dramma lombardo che non è solo sanitario ma familiare, con clima e scaramucce da “separati in casa”: già, perché, dopo la smentita, Sala ha aggiustato il tiro, precisando che il progetto di screening sierologico per i conduttori Atm «è frutto di una collaborazione tra il Comune di Milano e l’Università Statale, essendo il professor Galli, direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell’ateneo milanese». Dunque, doppio divorzio imminente: quello tra Milano e Regione e quello tra dottor Galli e Ospedale Sacco, con rispettivi amanti, aiutanti e tentativi di fuga

Per l’occasione si è destata addirittura Forza Italia, che, tramite Fabrizio De Pasquale, intimo di Silvio Berlusconi, nel Consiglio comunale milanese in video conferenza ha contestato, chiedendo a al sindaco Sala di visionare «il protocollo siglato con il professor Galli» e di ricevere dettagli sulle «modalità di selezione, attuazione, esame, pagamento e certificazione dei 4000 test programmati per i dipendenti Atm».

Protocolli? Quali protocolli? 

«Non abbiamo mai parlato di protocolli», ha detto Sala. È chiaro che il coinvolgimento della Statale rappresenta un piano B rispetto al Sacco – gli ha fatto eco l’assessore milanese all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran – ma non potevamo fare diversamente, visto che l’autorizzazione da parte della Regione (ndr. responsabile di dare l’ok agli ospedali) non è arrivata. Ho l’impressione che ci sia la volontà politica di non farlo». 

La salute in balìa dei divorzi politici, ancora, e ancora. Il peggio che potesse capitare in una Lombardia martoriata dal virus. 

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

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