È uscito il Decreto End of Waste per gli pneumatici fuori uso

È la norma che regolamenta in Italia il riciclo della gomma vulcanizzata granulare

Una filiera importante nel nostro Paese, considerato che ogni anno arrivano a fine vita circa 400.000 tonnellate di pneumatici (termine tecnico PFU, pneumatici fuori uso) e che ad oggi il settore già consiste in più di un centinaio di aziende con oltre 1.000 addetti.

I contenuti del Decreto

Il Decreto è stato firmato nei giorni scorsi e si avvia ora alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Si tratta di un altro decreto sul riciclo dei rifiuti, il primo era stato quello sui prodotti assorbenti, che ha comportato la nascita di una vera e propria nuova filiera di raccolta e riciclo di un prodotto altrimenti destinato solo allo smaltimento. E si parla anche qui di un quantitativo ingente di rifiuto che oggi viene riciclato per trovare larghi impieghi e non più incenerito. (Decreto end of waste assorbenti e pannolini People for Planet)

La disciplina contenuta in questa norma consentirà una più elevata qualità e sicurezza dei materiali in uscita dagli impianti, con un sistema di analisi, monitoraggio e trattamento obbligatorio che facilita i controlli da parte degli Enti preposti e diminuisce gli impatti ambientali di produzione.

Diventa infatti obbligo per le aziende e gli impianti di trattamento:

  • dotarsi di un sistema di lavaggio dei pneumatici fuori uso in ingresso, idoneo ad eliminare impurità superficiali;
  • l’istituzione di campionamenti e analisi su materiale riciclato in uscita;
  • la certificazione del produttore su ogni lotto di produzione di materiale riciclato in uscita, che nel Decreto viene definito non più gomma riciclata, ma “gomma vulcanizzata granulare”.

Quali saranno le possibili applicazioni?

Prima di tutto come componente per i nuovi pneumatici, poi un altro uso importante – per i quantitativi impiegati – è quello per gli asfalti. Asfalti definiti “modificati”, grazie al polverino di gomma, che consentono di ottenere pavimentazioni stradali che durano fino a tre volte più di un asfalto tradizionale e che riducono il rumore del passaggio dei veicoli.

Poi anche le superfici sportive, dove la gomma riciclata conferisce quella caratteristica di elasticità, resistenza ed assorbimento degli urti necessaria per le pratiche sportive. E anche i materiali per l’isolamento acustico (pannelli) e lo smorzamento delle vibrazioni (rallentatori stradali) o i materiali in genere per l’arredo urbano.

Perché è importante una disciplina nazionale per l’economia circolare?

Perché si ottiene così una nuova filiera di economia circolare che trasforma i pneumatici da problema di complessa gestione a risorsa preziosa. Un sistema che nel suo complesso riesce a garantire raccolta e recupero del 100% dei PFU.

Il poter contare su una normativa nazionale eliminerà le incertezze che tutt’ora sussistono e consentirà di superare quelle differenze che, nel regime di autorizzazioni “caso per caso” finora in vigore, potevano anche creare gap competitivi tra impianti di riciclo analoghi, ma situati in Regioni o Province differenti.

Attraverso riferimenti comuni, gli impianti di riciclo avranno invece la certezza di come verrà inquadrato il materiale riciclato in uscita dall’impianto e allo stesso tempo le aziende utilizzatrici di granulo e polverino di gomma potranno contare su una certificazione di ogni singolo lotto di materiale che ne garantisca qualità, caratteristiche e sicurezza.

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Decreti “End of Waste”

Copertina: disegno di Armando Tondo

Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

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Elisa Poggiali

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