Ecoballe rifiuti cattedrali

Ecoballe in Campania: paghiamo una penale di 120.000 euro al giorno per non risolvere il problema

Un nuovo richiamo del Consiglio d’Europa per uno scandalo tipicamente italiano

Il comitato dei ministri del Consiglio d’Europa è ‘preoccupato’ perché solo “una minima parte delle ecoballe accumulate prima del 2009″ in Campania sono state rimosse e “sollecita le autorità italiane ad attuare senza ulteriori ritardi il piano per rimuovere questo tipo di rifiuti.

Ecoballe: il vocabolo ha il prefisso eco perché si riferisce alla raccolta differenziata dei rifiuti, ovvero al recupero e al riciclo del rifiuto. Questo termine infatti identifica i cilindri di grosse dimensioni in cui si compattano i rifiuti solidi urbani una volta trattati perché diventino CDR – Combustibile Derivato dai Rifiuti –, ovvero eliminando le parti non combustibili e le materie organiche. I rifiuti idonei, in particolare quelli a base di materie plastiche, vengono ridotti in pezzi, quindi aggregati in grandi blocchi compattati in strati di pellicola plastica, le ecoballe appunto. (sapere.it)

Le ecoballe di cui si parla sono 5.500.000 (cinque milioni e mezzo!) accatastate nelle province di Napoli e Caserta tra il 2001 e il 2009. Viste da vicino appaiono come delle surreali cattedrali dell’inquinamento del territorio.

Nel 2015 l’Unione Europea ha inflitto all’Italia una multa di 20 milioni più 120mila euro al giorno fino a quando il nostro Paese non risolverà il problema. Uno strumento di pressione sul governo italiano per sollecitare una soluzione che però non ha dato esiti. Finora abbiamo già pagato 200 milioni di multa (oltre al costo di fitto dei terreni) e continuiamo a pagare 120.000 euro al giorno, tutti i giorni.

L’idea di un termovalorizzatore che bruci le ecoballe (in realtà molto poco eco, perché realizzate non differenziando il contenuto come si sarebbe dovuto fare) sembra tramontata per i dubbi sull’impatto ambientale.

Nel 2016 il presidente del consiglio Renzi e il presidente della Regione Campania De Luca lanciarono un piano alternativo che prevedeva il trasporto altrove delle ecoballe, per la serie “nascondere la spazzatura sotto il tappeto” ma non ha avuto seguito.

I 5Stelle propongono ora di aprire a una a una le ecoballe e di differenziarne il contenuto. Operazione titanica, costosissima e dagli esiti incerti (si può differenziare il contenuto a distanza di anni? Le ecoballe contengono tra l’altro anche rifiuti organici…)

Adesso il Consiglio Europeo ha dato tempo al governo italiano fino al 16 dicembre 2019 per “spiegare dettagliatamente come intende smaltire i rifiuti, comprese le informazioni sulla capacità degli impianti, sulle strategie a lungo termine per assicurarne l’efficienza e sui meccanismi di monitoraggio.”

Fonti: ansa.it – corriere.it – ilnapolista.it – sapere.it

Immagine copertina: disegno di Armando Tondo

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project manager di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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