Edifici che si ricostruiscono coi mattoni riciclati direttamente sul posto

Innovazione biocircolare per superare la crisi del settore edile

Aziende come Catalyst srl, con l’innovazione biocircolare cercano di superare questa lunga fase di crisi del settore edile, recuperando zone degradate o terremotate. Cosa fanno e come potrebbero esser aiutate in questo loro percorso?

Dal 2008 al 2017 sono oltre 3,4 milioni i posti di lavoro persi nel settore delle costruzioni a livello europeo, di cui 539 mila solo in Italia. E mentre gli altri Paesi dell’area euro hanno visto, dopo la crisi, un aumento degli occupati nel settore edile, l’Italia ha continuato a perdere posti di lavoro registrando un esiguo aumento di 5 mila unità nel 2017. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro nel report “Edilizia, una crisi inarrestabile” sugli effetti della crisi nel settore edile negli anni 2008-2018.

Dal report si osserva che a subire la contrazione più pesante, pari al 51,3%, sono gli investimenti per la realizzazione di nuove costruzioni, di opere pubbliche e di edilizia non residenziale privata. Una spinta al settore, anche a livello occupazionale, giunge però dagli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture esistenti (+74%). Interventi per la riqualificazione del patrimonio edilizio che sono stati in questi anni incentivati fiscalmente, che hanno svolto un’azione anticiclica, anche se non risolutiva, rispetto alla recessione registrata nel settore. Su 701 miliardi di euro investiti dal 2007 al 2017 in manutenzione straordinaria, 218 miliardi sono stati mossi dagli incentivi fiscali – pari al 31,1% del totale.

Ma ci sono aziende che sono magari nate nella crisi e che alla crisi vogliono reagire con l’innovazione e la ricerca di soluzioni che comportino una spesa minore negli interventi di recupero urbano – e che quindi li stimolino – e che producano benefici a livello ambientale sotto tanti punti di vista. Aziende che hanno fatto della biocircolarità un obiettivo fermo per sviluppare processi e prodotti in grado di dare una spinta propulsiva, anche in contesti dove c’è più che mai urgenza di recupero, per esempio nei luoghi disastrati dal terremoto.

Catalyst srl è una di queste: nata come start up è oggi una PMI fiorentina che produce manufatti edili privilegiando il riciclo dei materiali inerti, piuttosto che l’uso di materie prime. E, ancora più interessante, lo fa direttamente sul posto: i materiali derivanti dalla demolizione vengono separati e, buona parte di essi vengono riciclati in loco con una speciale macchina.

I vantaggi sono molteplici: da un lato il recupero di scarti che non troverebbero altra destinazione se non la discarica, dall’altro le emissioni evitate sia nel trasporto e sia nel processo produttivo: infatti la macchina utilizzata per la produzione dei mattoni in loco opera con un sistema a freddo che non comporta l’uso di quantità energetiche elevate.

Il processo di produzione di Catalyst inizia dunque dalla demolizione dell’opera preesistente. I detriti così ottenuti, effettuati i controlli chimici di salubrità, vengono tritati per produrre delle miscele brevettate, che lavorate in una pressa ad alta compressione danno origine al Ri-Block, che è immediatamente pronto per essere impiegato in una nuova costruzione.

Parte di questa ripresa sarà condizionata dalla capacità e dalla volontà, da parte degli Enti pubblici per primi, di realizzare progetti di rigenerazione urbana, come riscoperta delle potenzialità che hanno i territori, le loro tradizioni, la loro cultura, di riqualificare edifici ed aree degradate spesso interne alle città. Ma anche in caso di eventi sismici, la ricostruzione in loco che utilizza e recupera buona parte dei materiali ha costi evitati importantissimi e tempi di realizzazione molto più brevi.

Ci spiega meglio prodotti e processi di Catalyst e i relativi vantaggi Mauro Carpinella, amministratore delegato dell’azienda: «La nostra tecnologia contribuisce in maniera importante ad abbattere tutti i costi, non solo ambientali, derivanti per esempio dal trasporto degli inerti da demolizione ed escavazione e dunque costi evitati per l’impresa esecutrice e CO2 emessa evitata. Ma anche ad evitare l’apertura o l’ampliamento di nuove cave, nonché il consumo di gasolio per la cottura dei mattoni tradizionali».

Per quanto riguarda invece la qualità e i costi dei prodotti precisa Carpinella: «I nostri prodotti sono il Ri-Block, mattone riciclato da inerti e macerie, e il Carrara-Block, mattone riciclato da residui dell’escavazione e lavorazione del marmo di Carrara. I vantaggi in termini di ecosostenibilità sono evidenti ed innegabili, ma anche in termini economici: i nostri manufatti sono più competitivi dei prodotti tradizionali, perché partono dal recupero di una materia prima di scarto».

«In particolare con il Carrara-Block si va a riutilizzare scarti e detriti dell’escavazione e della lavorazione del marmo che, nelle zone Apuane, per secoli sono stati dispersi nel suolo e nelle acque, aumentando l’impermeabilità del primo e inquinando nel secondo caso anche falde».

Quali le difficoltà incontrate? «La difficoltà al loro sviluppo risiede nel fatto che il mercato privato dell’edilizia è in uno stato di paralisi da molti anni, ma anche quello pubblico purtroppo risente della lentezza- o finanche elusione- delle norme che dovrebbero incentivare l’uso di materiali riciclati da parte delle stazioni appaltanti nelle gare per i pubblici appalti, è intanto da qui che si deve partire».

«Inoltre – ci spiega meglio Carpinella – il nostro brevetto potrebbe essere di grande utilità nella ricostruzione degli edifici demoliti e da demolire a causa del sisma del 2016, in quanto è possibile istallare linee di selezione, miscelazione, bonifica e compressione a freddo in luoghi contigui agli edifici o gruppi di edifici da ricostruire: in questo caso il vantaggio anche economico sarebbe enorme, senza contare la riduzione dei trasporti nelle zone già congestionate del cratere sismico».

E su questo ultimo progetto precisa «Per questo sono in corso contatti con Il Ministero dell’Ambiente e la Presidenza della Regione Marche per aprire un cantiere pilota di verifica e messa a punto dell’intero ciclo per estenderlo poi a territori più vasti».

Altre fonti:

Edilizia, crisi inarrestabile: -539mila posti di lavoro in 10 anni

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.