Efficienza (energetica) low cost

Consumare meno energia per risparmiare, e limitare le emissioni di gas che alterano il clima.

Tutto bene, ma c’è un ostacolo. Ostacolo che in realtà è un paradosso. Ossia il fatto che per risparmiare bisogna spendere: in altre parole è necessario avere soldi subito, per recuperarli domani.

È, questo, uno dei più grandi ostacoli all’efficientamento energetico da parte delle famiglie.

Già, perché se da un lato c’è l’incentivazione dell’Ecobonus che consente di recuperare in dieci anni il 50% o oltre della somma investita, dall’altro lato anche l’ultimo Governo non ha voluto attivare l’Ecoprestito, meccanismo messo a punto dall’Enea nel 2012 e sulla cui validità si era espressa lo scorso anno con un voto unanime la 10ª Commissione permanente Industria Commercio e Turismo, del Senato, il cui presidente è il senatore pentastellato Gianni Girotto. E non sarebbe stato nemmeno un sistema che avrebbe incrementato il deficit, visto si sarebbe trattato di un prestito fatto da Cassa Depositi e Prestiti pagato attraverso le bollette. Ma per il 2019 è andata così e visto che senza l’incentivazione fiscale del 50% la sostituzione degli infissi di casa nostra con quelli più efficienti raggiunge il punto di pareggio dopo quindici anni – sette con l’incentivazione fiscale – vediamo quali sono quegli interventi che a basso costo possono farci risparmiare energia e soldi.

La prima cosa da fare è andare in giro per casa durante una giornata ventosa con una candela. Grazie a questo sistema che al Castello Sforzesco di Milano era utilizzato come allarme, visto che una corrente d’aria faceva tremare la luce della candela, diventa possibile identificare gli spifferi d’aria fredda provenienti da infissi e porte che possono essere “bonificati” con pochi euro di guarnizioni di gomma acquistabili in qualsiasi ferramenta. Un intervento piccolo? No. Questa bonifica vi può far risparmiare il 10% d’energia.

Come seconda cosa, se disponete di termosifoni a ridosso delle pareti esterne, potete mettere del materiale isolante e riflettente dietro al calorifero per non scaldare la parete esterna e disperdere calore. Si tratta di una dispersione di energia termica importante. Quando si fotografano gli edifici con una termo-camera a infrarossi dall’esterno spesso si vedono delle macchie rosse – il massimo di raggi infrarossi, cioè energia termica – che hanno esattamente la forma del termosifone identificabile attraverso le pareti. E anche questo è un intervento “fai da te”.

Come terza cosa si può modulare il riscaldamento in ogni ambiente attraverso l’installazione di una valvola termostatica sul termosifone anche se si ha il riscaldamento con la classica caldaia autonoma. Ciò consente di avere sempre la giusta temperatura a seconda delle proprie esigenze. Facciamo qualche esempio: è inutile riscaldare più di tanto gli ambienti quando non sono utilizzati, così come si può limitare il riscaldamento delle stanze esposte a sud quando vi entra il sole e diventa possibile avere una temperatura inferiore durante la notte. Tenete conto che ogni due gradi in meno si risparmia circa un 20% d’energia.

Quarto: arriva l’efficienza energetica “bio”. No, non si tratta di una nuova ricetta agroalimentare ma di utilizzare le piante e il loro ciclo vitale per l’efficienza energetica. Se disponete di un giardino con stanze esposte a sud metteteci piante che non siano sempreverdi a crescita rapida. Nel giro di pochi anni avrete dei formidabili alleati per il risparmio energetico. D’estate il fogliame farà da schermo naturale ai raggi del sole ,abbassando la temperatura tra i 2 e i 4 gradi centigradi e consentendovi una ventilazione naturale efficace, visto che potrete godere dell’ombra a tapparelle aperte, mentre d’inverno l’assenza delle foglie consentirà al Sole di riscaldare le stanze. Semplice, naturale, efficiente e con poca manutenzione. E se invece vivete in un condominio? La soluzione per terrazzi e balconi è quella di un pergolato che, se viene dotato di un sistema d’irrigazione automatico goccia a goccia, ha una scarsa manutenzione.

Quinto: il cappotto invisibile. Se vivete in un condominio a bassa classe energetica costruito dopo gli anni Sessanta è probabile che le tamponature esterne siano state realizzate con una camera d’aria in mezzo. Se è così siete pronti per effettuare uno degli interventi più efficaci e sconosciuti per l’isolamento termico delle abitazioni: l’insufflaggio. È rapido, semplice e poco costoso. E non necessita di autorizzazioni da parte del condominio perché riguarda solo le pareti del nostro appartamento. In pratica l’impresa specializzata fa un foro da cinque centimetri nella parete e soffia materiale isolante nell’intercapedine, per poi chiudere il foro. Una casa di 100 metri viene trattata con una cifra intorno ai 2.000 euro e l’intervento è detraibile almeno per il 50%, la posa in opera non necessita dell’abbandono dell’abitazione da parte degli abitanti e il tutto si svolge in un paio di giorni. Cosa importante, la scelta del materiale: scegliete materiale proveniente dal riciclo e non da fonti fossili, come la fibra di cellulosa inertizzata derivata dagli scarti della lavorazione della carta, per esempio; aiuterete così l’economia circolare dando nuova vita a ciò che prima era considerato un rifiuto, diminuendo ancora di più le vostre emissioni di gas climalteranti.

Sesto: attenzione alle attese degli elettrodomestici. Gli stand by. Diffidate delle lucine accese, delle accensioni da telecomando e cose simili. Questa è una comodità che si paga. Presi uno per uno gli stand by sembrano consumare poco ma in realtà, considerando il fatto che sono attaccati tutto l’anno, se si sommano tra di loro la spesa diventa importante. Il consumo di 1 W/h per esempio ci fa consumare in un anno 8,6 kW/h che tradotto in cifre diventano 1,8 euro. Se i dispositivi diventano 10 ecco che gli euro salgono a 18. Meglio mettere ciabatte e interruttori meccanici. E facciamo attenzione al climatizzatore. Anche lui ha uno stand by che per nove mesi l’anno è inutile e che può arrivare a 20 W/h. In questo caso un interruttore meccanico è obbligatorio.

Queste sono alcune delle piccole cose che si possono fare con l’efficienza low cost. Ma non bisogna scordarsi che alla base di tutto ciò c’è il nostro comportamento. Diversi studi sull’efficienza energetica comportamentale dimostrano che c’è un risparmio energetico tra il 5 e il 10% solo modificando, di poco, i propri comportamenti, e per fare ciò non servono tecnologie innovative, ma basta un poco di applicazione pratica.

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris

Giornalista scientifico e ambientale. E' Direttore Responsabile di People For Planet

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris

Giornalista scientifico e ambientale. E' Direttore Responsabile di People For Planet