Egitto: arrestate due influencer di TikTok perché donne e “immorali”

Egitto: arrestate due influencer di TikTok perché donne e “immorali”

Questa visione patriarcale sarà mai sradicata?

Haneen Hossam, 20 anni,e Mowada al-Adham, 22 anni, sono due giovani donne, che ballano, cantano, sorridono. Non sono così diverse dalle ragazze della loro età che utilizzano i social network postando foto o video della loro quotidianeità, raggiungendo un numero sempre più elevato di followers, talvolta divenendo modelli da imitare.

Eppure queste ragazze, due influencer di TikTok, divenute vere e proprie star del social network cinese, sono state condannate a due anni di prigione e al pagamento di 300mila sterline egiziane (circa 16mila euro) di multa ciascuna. Il governo egiziano ha censurato i contenuti delle due influencer in quanto i loro comportamenti sono stati considerati un vero e proprio affronto alla moralità sociale e per presunte “violazioni dei valori familiari”.

Vi starete chiedendo il perché: la loro unica responsabilità è stata quella di imitare un modello, quello occidentale, considerato immorale e “deviato”. Hossam, che ha circa un milione di followers su TikTok, è stata condannata poiché incoraggiava gli utenti a guadagnare denaro scaricando un’app di video chat, mentre Eladhm, con quasi 2 milioni di followers, è stata accusata di aver pubblicato video satirici poco consoni alla morale egiziana.

Il regimedi Al-Sisi ha condannato le due ragazze poiché il loro modo di vestire e di truccarsi è considerato indecente e troppo dissoluto per una donna che, in quanto tale, deve rimanere velata nel proprio mistero e imprigionata nella propria identità precostituita. Uscire al di fuori di questi schemi identitari di donna “casta e pura”, dedita alla casa e alla famiglia, fa sì che si cada nella definizione opposta, di non-donna o “cattiva ragazza”.

Mozn Hassan, direttore esecutivo di Nazra, un gruppo femminista egiziano, ha dichiarato a VICE News che le accuse rispecchiano la visione del mondo patriarcale dei governanti conservatori egiziani.

Stanno facendo una distinzione tra chi si ritiene che siano donne” buone “e chi pensano che siano donne” cattive “. Per loro, le donne cattive sono quelle che non si vestono e si comportano come pensano che dovrebbero. Dico che è tutto nelle loro teste – ballare è qualcosa di comune nella società egiziana“.

Le sostenitrici delle donne hanno lanciato una petizione online chiedendo il loro rilascio, mentre i loro avvocati dichiarano di voler presentare ricorso.

Un regime che giudica, censura e detiene

In Egitto ogni azione considerata come una minaccia all’ordine sociale e alla sicurezza nazionale può essere perseguibile e soggetta a censura, repressione e conseguente detenzione: recente è la notizia della mancata scarcerazione di Patrick Zaki, giovane studente e ricercatore dell’Università di Bologna, detenuto da più di cinque mesi con l’accusa di propaganda sovversiva sui social media. La motivazione? La sua posizione in materia di diritti umani.

Il mese scorso, un tribunale egiziano ha condannato una danzatrice del ventre a tre anni di prigione per incitamento alla “dissolutezza” sui social media pubblicando un video di danza su TikTok.

Questa visione patriarcale sarà mai sradicata? Riusciremo mai ad uscire dal dualismo e dalla definizione precostituita? Si smetterà mai di scrivere presunte leggi morali sul corpo delle donne?

Fonte: Vice.com

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Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

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