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Elezioni Europee: cosa ci aspettavamo e cosa ci aspetterà?

Elezioni Europee: cosa ci aspettavamo e cosa ci aspetterà?

I sondaggi, le previsioni e il perché del divario città/provincie

Dopo le elezioni Europee 2019 quali saranno gli scenari possibili?

1) Il governo regge: Seguendo le dichiarazioni di Salvini e Di Maio, il governo potrebbe non saltare. A questo punto, come ha già anticipato il leader leghista, l’agenda di governo cambierà a favore del primo partito emerso dalle Europee. […] Il Carroccio ha raddoppiato i consensi al 34,3% mentre i grillini sono dimezzati al 17%, cioè alla percentuale del Carroccio alle Politiche. Risultato: se Di Maio non vuole mollare, gli tocca ingoiare il rospo. Tradotto: accettare dossier invisi alla base come la Flat tax, la Tav e le autonomie. Con un rischio grande quanto il successo della Lega: perdere ancora più consensi. […] Probabilità: medio-alta

2) Il governo salta (e pure Di Maio): Al di là delle enunciazioni post voto, Luigi Di Maio potrebbe non accettare di seguire l’agenda Salvini. O, meglio, i suoi potrebbero costringerlo a staccare la spina al governo, oppure potrebbero essere proprio i grillini con i loro ‘no’ a creare l’incidente e far sì che la Lega crei la crisi di governo. […] Per ora Di Maio ha smentito dicendo che da Grillo a Casaleggio nessuno ha chiesto le sue dimissioni, ma i contendenti restano in campo: Fico, Di Battista e qualcuno dice pure Conte che, depotenziato dall’ondata leghista, potrebbe pensare di diventare il frontman del Movimento. Probabilità: alta 

3) Il forno M5s-Pd: A questo punto, senza Di Maio e con una leadership più spostata a ‘sinistra’, il Pd potrebbe pensare a un accordo con i grillini. Ipotesi negata da molti big democratici (almeno in questa legislatura), ma c’è chi, soprattutto nell’ala sinistra Pd, che non disdegna l’ipotesi. Con un ostacolo: Renzi è contrario. E al suo no si aggiunge quello dell’astro nascente Carlo Calenda, recordman di preferenze alle Europee nel Nord-Est. Probabilità: bassa

4) Maggioranza di centrodestra: Considerando il ribaltamento dei rapporti di forza tra Lega e 5 Stelle e, soprattutto, il tonfo del Movimento,  l’ipotesi di ribaltone non è così peregrina. Il centrodestra unito (Lega, Forza Italia, Fd’I), seguendo i dati delle Europee, sfiorerebbe il 50 per cento e quindi avrebbe i numeri per governare. In questo scenario, Salvini potrebbe essere il nuovo premier al posto di Giuseppe Conte. Di certo c’è che, in caso l’alleanza di governo si rompesse,  Sergio Mattarella potrebbe sondare questa possibilità. Probabilità: medio-alta

5) Il voto anticipato: In caso di crisi di governo e non si trovasse un’alternativa alla maggioranza giallo-verde si potrebbe andare anuove elezioni in tempo utile per avere un governo in grado di scrivere la nuova manovra. La data utile potrebbe essere in autunno. […] Probabilità: media.

[Fonte:QUOTIDIANO.NET Elezioni europee 2019 e governo, i 5 scenari dopo il voto” di Rosalba Carbutti]

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

EUROPEE, PERCHÉ LE CITTÀ VOTANO IL PD E LA PROVINCIA LA LEGA […] Limitandosi alle Europee, basta a dare uno sguardo ai comuni dove il Pd è riuscito a primeggiare. Tra le prime dieci città per popolazione, sei hanno votato in prevalenza i Dem (Roma, Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze) e le restanti quattro si sono orientate sui Cinque stelle (Napoli, Palermo, Catania, Bari).

[…] la Lega tende a crescere più ci si allontana dai grossi centri urbani, fra le periferie e i comuni di piccola dimensione.

[…] Roberto Biorcio, docente di sociologia e ricerca sociale all’Università Bicocca di Milano, fa notare che il divario tra l’andamento di un partito può raggiungere sbalzi «anche di 10 punti percentuali» fra città e provincia. Vale anche per il Pd e la Lega, ma anche per il «terzo incomodo» uscito in frantumi dall’ultimo voto, i Cinque stelle. Le ragioni? Biorcio individua almeno due elementi, concatenati fra loro. «In primo luogo nei piccoli centri e nelle aree più periferiche abitano persone con più difficoltà economiche – dice – Mentre in qualche modo nei grandi centri abitano famiglie e persone dotate di maggiori risorse economiche. Quindi le prime hanno subito maggiormente la crisi e tendono a votare per forze di rottura contro il “sistema” e i partiti avvertiti come tradizionali». […]In parte, però, il voto a un partito «identitario» come la Lega risponde soprattutto al desiderio di chiusura verso l’estero e alla difesa dello status quo: la «emergenza migratoria»,nonostante sia sfumata da anni, viene avvertita come un rischio al proprio benessere economico. Leggi l’articolo completo [Fonte:  ILSOLE24ORE.COM – Alberto Magnani]

ELEZIONI EUROPEE 2019, COSA CAMBIA PAESE PER PAESE. Un terremoto politico. Le elezioni europee 2019, oltre a ridisegnare la composizione del Parlamento Ue, hanno stravolto gli equilibri interni di molti Paesi membri. […] Ecco i Paesi in cui la situazione, causa di questa tornata elettorale, è destinata a cambiare rapidamente.

Germania: Lo tsunami verde, con il partito guidato dall’energica Annalena Baerbock che ha sfiorato il 20,5% delle preferenze, ha già costretto i conservatori della Cdu (prima formazione, con il 28,9%, ma in calo) e l’Spd (peggior risultato di sempre) a rivedere l’intesa su cui si fonda la Grosse Koalition. I socialisti, fermi al 15,8%, hanno chiesto ufficialmente una verifica di governo e probabilmente sarà l’occasione per inserire nel programma temi cari alla formazione ecologista, in modo da arginarne la spinta in previsione delle prossime politiche. La Cdu ha ammesso di non essere in grado di attrarre il voto giovanile e cercherà nei prossimi mesi di cambiare la propria immagine per attirare una fetta di elettorato sempre più distante.

Francia: Il partito di Marine Le Pen ha conquistato il 23,31% delle preferenze, battendo di misura (+0,9%) la formazione del presidente Emmanuel Macron. La leader dell’ultradestra già ieri sera ha chiesto ufficialmente di sciogliere l’Assemblea nazionale (il Parlamento francese) e quindi di tornare alle urne. L’avanzata dei Verdi, che hanno raggiunto il 13,47%, costringerà l’esecutivo a tenere conto dei temi cari agli ambientalisti.  Leggi l’articolo completo [Fonte: QUOTIDIANO.NET – Luca Bolognini]

COSA DICEVANO I SONDAGGI SULLE ELEZIONI EUROPEE. […] Ovviamente “i sondaggi” è una semplificazione: prima di un’elezione ne vengono realizzati moltissimi e da molti istituti diversi, con qualità e precisione diverse. Per questo motivo il modo più semplice di capire quanto “i sondaggi” si siano avvicinati ai risultati delle elezioni europee è probabilmente analizzare la “supermedia” realizzata e pubblicata da YouTrend, che metteva insieme periodicamente le rilevazioni di otto istituti di statistica differenti.

[…] Detto tutto questo, “i sondaggi” si sono avvicinati grossomodo ai risultati finali, seppure con qualche scostamento non di poco conto (il M5S è andato assai peggio, soprattutto). L’ultima “supermedia” realizzata prima delle elezioni europee dava la Lega primo partito e sopra il 30 per cento, con il PD e il M5S molto vicini, Forza Italia sotto il 10 per cento e +Europa, Verdi e Sinistra sotto il 4 per cento. L’errore più grande è stato la sopravvalutazione del M5S.

Ultima “supermedia” dei sondaggi politici per le elezioni europee

Lega – 31,2 per cento
Movimento 5 Stelle – 22,6 per cento
Partito Democratico – 20,9 per cento
Forza Italia – 9,7 per cento
Fratelli d’Italia – 5 per cento
+Europa-Italia in comune-PDE Italia – 3,2 per cento
La Sinistra – 2,8 per cento
Europa Verde – 1,4 per cento

Leggi l’articolo completo [Fonte: ILPOST.IT]

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