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Elezioni Usa: braccio di ferro Biden-Trump

Rischiamo di averlo ancora quattro anni? Nel frattempo, Alexandria Ocasio-Cortez rieletta

A scrutini ancora lontani dall’essere conclusi (manca il voto di stati chiave, dove per sapere chi ha vinto bisognerà aspettare il voto per posta) il presidente Usa in carica Donald Trump dichiara di aver vinto, il suo sfidante Joe Biden dice di aver fiducia che invece vincerà lui.

Una posta in gioco molto alta.

Molti nel mondo sono in trepidante attesa di un risultato che influirà, negli Usa e anche fuori dagli Usa, su temi come il clima, l’uso delle armi, l’uguaglianza tra le diverse etnie, il rispetto dell’uguaglianza di genere, l’assistenza sanitaria universale, il diritto all’istruzione anche per i meno abbienti, le politiche di immigrazione e, non ultimo, la lotta al Coronavirus. Se vincerà Biden si potranno aprire nuovi orizzonti su questi temi, se vincerà Trump si confermeranno (e forse peggioreranno ulteriormente) le politiche reazionarie adottate negli ultimi 4 anni.

Nell’attesa si possono anticipare alcune considerazioni.

Un sistema elettorale pieno di buchi: puoi perdere avendo vinto.

Secondo i principi elementari della democrazia: una persona un voto; vince chi ha più voti.

Negli Usa si adotta invece un meccanismo in base al quale, come è successo 4 anni fa, il candidato (in quel caso, Trump contro Hillary Clinton) possa vincere le elezioni…  avendo 3 milioni di voti in meno.

E questa situazione potrebbe ripetersi anche quest’anno. 

Ad eleggere il presidente non è l’insieme dei cittadini, bensì i delegati che ciascuno stato manda al “collegio elettorale”. E basta, stato per stato, che uno dei candidati abbia anche un solo voto in più per avere diritto a tutti i delegati di quello stato. Per cui se per esempio un candidato stravince in uno stato prendendo milioni di voti in più ed è sconfitto in due stati per poche decine di voti avrà … perde.

Il voto per corrispondenza a velocità di tartaruga.

Un’altra anomalia Usa è come è organizzato il voto per corrispondenza. Il fatto che vi sia una grande lentezza nella ricezione dei voti e nel loro spoglio fa sì quest’anno che la più importante nazione al mondo vivrà forse per giorni, sicuramente per molte ore, nell’incertezza del nome del vincitore.

E questo potrebbe provocare tensioni in più sedi, dalla Borsa alle piazze.

Un candidato presidente democratico debole.

Joe Biden, comunque vadano i risultati elettorali finali, si è dimostrato un candidato debole, privo anche lontanamente del carisma che altri candidati democratici prima di lui hanno mostrato, da Kennedy a Clinton a Obama.

L’effetto boomerang (ricordiamo Berlusconi).

E questo ha fatto sì che tutta la campagna democratica si sia giocata non tanto su proposte “per” le politiche che Biden dovrebbe rappresentare ma su una  linea “contro” (Trump) che quindi ha dominato di fatto l’immaginario della campagna, nel bene e nel male, attraendo costantemente su di sé l’attenzione dei media e infiammando i suoi simpatizzanti che sono andati massicciamente a votare.

Noi italiani sappiamo bene cosa questo voglia dire, ricordiamo tutti le campagne elettorali “contro” Berlusconi, quando era in auge, e l’effetto boomerang che producevano.

Una buona notizia: Alexandria Ocasio-Cortez rieletta.

Alexandria Ocasio-Cortez

La donna più giovane mai eletta alla Camera, la firmataria del Green New Deal, è stata rieletta.  

La sua vittoria “è stata travolgente” , sottolinea il New York Times.

La donna più giovane mai eletta al Congresso, la “stella dei media progressisti e dei social network ” ha vinto con 37 punti di vantaggio sul suo rivale repubblicano, John Cummings, che pure aveva raccolto 10 milioni di dollari per la sua campagna.

Durante il suo primo mandato, la 31enne eletta “aveva catturato l’attenzione di tutta la Camera, indipendentemente dall’appartenenza di parte” . Ha avuto anche un problema con le figure del suo stesso partito, a causa di comportamenti ritenuti sovversivi per gli standard di Washington” . Dopo la sua vittoria di martedì notte, ha attaccato su Twitter la mancanza di attenzione riservata dai Democratici all’elettorato ispanico durante la campagna presidenziale (e se ne sono visti i risultati, per esempio in Florida).

Ora, prosegue il New York Times , “si pensa che potrebbe essere tentata da un posto più alto”, come quello di governatore dello Stato di New York, o addirittura di candidata alla presidenza del 2024. Avrà allora 35 anni, esattamente l’età richiesta per poter partecipare.

Foto di copertina di Martin Ungau e Angela Wess: Biden e Trump parlano subito dopo la chiusura dei seggi

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Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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