Emicrania, arriva la app per gestire il dolore e rilassarsi

I ricercatori hanno sviluppato un’applicazione chiamata RELAXaHEAD

Un’applicazione per smartphone potrebbe aiutare chi soffre di emicrania a stare meglio. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista npj Digital Medicine dagli  scienziati della NYU Langone Health e dell’Albert Einstein College of Medicine di New York (Usa), secondo cui l’utilizzo dell’app per almeno due volte a settimana potrebbe ridurre la frequenza con cui si viene colpiti dal mal di testa di circa quattro giorni al mese.

I ricercatori hanno sviluppato un’applicazione chiamata RELAXaHEAD che aiuta  i pazienti ad attuare la tecnica del “rilassamento muscolare progressivo”, una forma di terapia comportamentale che prevede di contrarre e poi rilassare i diversi gruppi muscolari, allo scopo di ridurre lo stress. Per verificarne l’efficacia, gli autori hanno chiesto a 51 pazienti dell’età media di 39 anni affetti da emicrania, di utilizzare l’app per 90 giorni e di scrivere ogni giorno la frequenza e la gravità con cui si presentava il mal di testa. L’applicazione registrava, invece, quanto spesso e per quanto tempo i volontari praticassero gli esercizi di rilassamento muscolare progressivo.

I partecipanti hanno sofferto di emicrania, in media, 13 giorni al mese (da 4 e 31). Inoltre, il 39% ha sperimentato ansia, mentre il 30% depressione. All’inizio dell’esperimento l’uso di RELAXaHEAD da parte dei volontari era elevato, ma è scesoal 51% dopo sei settimane e al 29% dopo tre mesi. Gli autori, che sospettavano la possibile riduzione graduale dell’utilizzo dell’app, hanno in programma d’individuare strategie per incrementarne l’impiego e per fare in modo che diventi parte delle loro pratiche cliniche.

Al termine della sperimentazione, è emerso che l’uso di RELAXaHEAD era associato a una riduzione degli episodi di emicrania. Chi l’aveva utilizzata per almeno due volte a settimana soffriva di mal di testa, in media, quattro giorni di meno al mese. Secondo gli autori, i risultati dimostrano che l’applicazione potrebbe essere impiegata, sotto la supervisione del medico, insieme alle terapie standard per migliorare la qualità di vita dei pazienti.

“Il nostro studio fornisce la prova che i pazienti possono seguire una terapia comportamentale se è facilmente accessibile, se possono farlo nel loro tempo libero e se è conveniente – spiega Mia T. Minen, che ha diretto la ricerca -. I medici dovrebbero riconsiderare il loro approccio terapeutico all’emicrania perché molte delle terapie attuali, pur essendo le migliori a disposizione, non sono adatte a tutti gli stili di vita”.

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Redazione People For Planet

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