Emily Graham: «Ho 6 anni e voglio cambiare il mondo»

Il futuro del pianeta e dell’intera umanità è nelle mani delle nuove generazioni

Sempre più giovanissimi, infatti, dimostrano con determinazione di avere a cuore il nostro destino con vere azioni di denuncia e sensibilizzazione. Dopo Greta Thunberg, la 15enne svedese che ha fatto il giro del mondo con la sua protesta durata tre settimane davanti al Parlamento di Stoccolma e il suo successivo intervento in difesa dei cambiamenti climatici alla plenaria della Cop 24 di Katowice, adesso a esporsi contro i grandi è una bambina inglese di soli 6 anni: Emily Graham.

La storia di Emily è emozionante. Giovanissima e con le idee ben chiare, non ha avuto timore e la sua voce non ha tremato quando, di fronte a un gruppo di consiglieri comunali durante il consiglio della sua cittadina inglese Carlisle, ha esposto le sue preoccupazioni circa il disinteresse politico e la condotta mondiale rispetto agli ormai decisamente evidenti problemi climatici e ambientali: «Sono una consigliera scolastica della scuola elementare di Brampton e in futuro voglio diventare consigliera del nostro comune – ha detto la piccola Emily – Abbiamo 12 anni per interrompere la produzione di gas serra se vogliamo riuscire a fermare il cambiamento climatico. Se non agite ora, tra 12 anni, quando io ne compirò 18 e sarò abbastanza grande per diventare consigliera, sarà troppo tardi. E allora non avrò la possibilità di cambiare le cose. Il mio futuro dipende dalle decisioni che prenderete ora, in questa stanza. Per favore, date anche a me l’opportunità di cambiare il mondo».

I continui fallimenti della classe politica, che più che il bene comune perpetua i propri interessi, e le cattive abitudini di una grossa fetta della popolazione mondiale ci costringono oggi a convivere con gli effetti del global warming; espressione di un fenomeno urgente, che oggi mastichiamo come il pane quotidiano quasi dimenticandone il reale significato e le comprovate conseguenze.

Cerchietto tra i capelli biondi e maglioncino rosso, Emily ha chiesto soluzioni concrete per arginare emissioni, inquinamento ed effetto serra attraverso un “impegno immediato” perché non c’è più tempo da perdere. Le sue parole non sono state vane: la sua richiesta è stata presa seriamente e così Emily ha portato a casa la sua prima vittoria toccando nel profondo non solo i presenti ma raggiungendo milioni di cuori nel mondo. Il consiglio comunale si è impegnato a dichiarare l’emergenza climatica come fenomeno che richiede un’azione urgente, promettendo di adottare politiche per cercare di diventare carbon-free entro il 2030. Decisione che dovrà prendere corpo nero su bianco anche nei bilanci e nei documenti del prossimo consiglio. A budget sono state previste anche strategie e soluzioni concrete per cercare di mitigare i danni del surriscaldamento globale. 

Di fronte alla poca attenzione e serietà della politica oggi tocca alle persone normali, ai cittadini del mondo, intraprendere azioni reali per contrastare il fenomeno dei cambiamenti climatici, ed è anche grazie al coraggio delle due storie precedentemente citate che migliaia di studenti di tutto il mondo da mesi hanno iniziato scioperi e azioni di protesta per non permettere che si affievolisca l’attenzione su un tema che per primi li riguarda. La manifestazione #FridayForFuture di venerdì 15 marzo né è un esempio mondiale, centinaia di studenti saranno in marcia per chiedere a istituzioni e governanti misure concrete contro il riscaldamento globale.

Ci saremo anche noi.

Fonte imm: Repubblica.it

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Collabora con People For Planet come social media manager e content analyst

commenta

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Collabora con People For Planet come social media manager e content analyst