Energy drink e alcol per 3 adolescenti su 10: un mix pericoloso

La caffeina contrasta gli effetti sedativi degli alcolici, e la mancata percezione degli effetti dell’alcol porta a bere di più

Tre adolescenti su dieci in Italia consumano alcol ed energy drink insieme. Un mix molto in voga ormai da almeno un decennio, e mai passato di moda, dagli effetti pericolosi. Perché la caffeina e le altre sostanze stimolanti presenti nelle bevande energetiche contrastano gli effetti sedativi dell’alcol, e la mancata percezione di questi ultimi porta a bere di più, instaurando un circolo vizioso che mette i consumatori di questi drink a rischio di binge drinking (abbuffata alcolica) e di comportamenti pericolosi, oltre che di sviluppare la dipendenza da alcol.

Pericolo binge drinking

Alcolici e superalcolici mescolati con energy drink sono il modo “giovane” di consumare l’alcol: il gusto per lo più fruttato e dolce di queste bevande energetiche, infatti, spesso si mescola con l’alcol fino a creare un gusto invitante, permettendo anche ai meno “esperti” in fatto di consumo di vino e simili di assumere importanti quantità di alcol senza accorgersene. Tutto questo favorisce inoltre il binge drinking o abbuffata alcolica: si tratta di problema che riguarda il 23% degli adolescenti italiani e che consiste nell’assumere elevate quantità di alcolici in un tempo breve e solitamente lontano dai pasti per raggiungere rapidamente la sensazione di ebbrezza. Una pratica che, come si legge in un recente studio italiano, può portare all’alcol dipendenza.

Non ci si sente ubriachi

Il circolo vizioso che sperimenta chi beve alcol mescolato a energy drink è spiegato dalla rivista “I profili dell’abuso“, giornale scientifico a cura dell’Onap, l’Osservatorio nazionale abusi psicologici, su cui si legge che mentre da una parte la caffeina e le altre sostanze stimolanti presenti nelle bevande energetiche (come la taurina) danno l’illusione di combattere gli effetti sedativi indotti dall’alcol, inducendo la sensazione di reggere l’assunzione di alcolici meglio di quanto si sia in grado di fare, dall’altra la mancata percezione degli effetti dell’alcol porta a bere di più e a sottovalutare il proprio livello di intossicazione alcolica, aumentando il rischio di trovarsi in situazioni pericolose per sé e per gli altri. Come, ad esempio, mettersi alla guida dopo una notte brava.

Negli spogliatoi

Capita a volte che il consumo di alcol ed energy drink avvenga anche negli spogliatoi di squadre giovanili, prima di disputare gare o partite. Niente di più sbagliato: come spiega il dottor Cristiano Sconza, specialista in riabilitazione ortopedica dell’Istituto clinico Humanitas, consumare questo tipo di cocktail comporta un maggior rischio di traumi e incidenti perché l’effetto stimolante di sostanze come caffeina e taurina, oltre a nascondere gli effetti ‘sedativi’ tipici del consumo di alcol come il torpore, altera le capacità propriocettive della persona, ad esempio nel mantenimento dell’equilibrio. “Ciò può causare una riduzione nella coordinazione e, dunque, portare a compiere movimenti alterati con incremento del rischio di cadute. Inoltre aumenta il rilascio di neurotrasmettitori eccitatori che attenuano gli effetti depressivi indotti dal consumo di alcolici, andando incontro a una sorta di iperattività a-finalistica“.

Un fenomeno che inizia 10 anni fa

Cercando sul web, i primi risultati che attestano tra i giovani italiani il consumo di bevande a base di alcolici ed energy drink risalgono al 2007. Proprio in quel periodo nel nostro Paese le bibite a base di caffeina e simili, sul mercato da più di 30 anni, iniziano a conoscere una sempre maggiore diffusione mentre parallelamente, per quanto riguarda il consumo di alcolici, si registrano incrementi tra i giovani, soprattutto tra le ragazze, e inizia a preoccupare il comportamento degli adolescenti.

Il consumo di bevande energetiche è considerato “normale” dai giovani

Se poi si pensa che nel 2016, secondo l’Istat, tra i giovanissimi di 11-17 anni ha avuto un “comportamento non moderato nel consumo di bevande alcoliche” il 20%, ovvero uno su cinque, e che secondo il report ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs) dello stesso anno nel nostro Paese circa un adolescente su 3 tra i 15 e i 19 anni assume abitualmente energy drink, si capisce come mai ancora oggi l’abitudine di consumare bevande energetiche mescolate ad alcolici sia ancora una questione attuale. “L’uso di bevande energetiche – si legge sul portale dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza Onlus, che opera nelle scuole secondarie di I e II grado – si sta sempre più normalizzando, tanto che i più giovani le consumano quasi quotidianamente come se fossero bibite gassate (aranciate, gassose, cole) o sportive (integratori di sali minerali), senza avere la minima idea di cosa siano realmente e degli effetti che possono indurre, soprattutto se mescolate con drink alcolici”.

Gli energy drink: dannosi anche senza alcol?

La capacità di potenziare le prestazioni psicofisiche, unita alla possibilità di compensare gli effetti della sbornia e alla facile reperibilità del prodotto rende particolarmente appetibili gli energy drink soprattutto ai più giovani. Secondo gli esperti dell’Onap l’assunzione di queste bevande energizzanti rappresenta la base, “un vero e proprio ‘passaggio iniziatico’ verso la dipendenza e l’utilizzo di sostanze di abuso pericolose e dannose. Non è pertanto solo l’effetto farmacologico che ci deve preoccupare, quanto le motivazioni più profonde, quelle psico-sociali, che inducono giovani e meno giovani a usare sostanze stimolanti per potersi sentire al top nella società. Di fronte a questo, il compito che spetta all’intera società è gigantesco: invertire la marcia e tornare a credere che si può godere la vita senza la necessità di ‘additivi aggiunti’“.

 

Immagine di copertina: Disegno Armando Tondo

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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