Estate, arriva un’invasione. Non di migranti, ma di turisti!

Italia, terra di santi, poeti e navigatori… e vacanzieri!

Siamo ancora una meta sognata dai turisti di tutto il mondo, che arrivano e si godono esperienze uniche che solo il nostro Paese può offrire. Al nuovo governo – come a quelli precedenti, del resto – si chiede di creare un sistema-Italia e una strategia nazionale per il rilancio, non perché manchino tesori da mettere in mostra o professionisti che possano valorizzarli, ma per promuovere in maniera rinnovata le nostre destinazioni ed attirare intenzionalmente altri visitatori. Intanto, cerchiamo di leggere i dati con ottimismo. 

Esiste un vero problema migranti per il turismo italiano?

Non proprio. Esiste un problema quando enfatizziamo che le città d’arte sono “invase”, o per zone come Lampedusa, dimenticate in certi contesti come destinazioni turistiche e legate dai media e dall’opinione pubblica esclusivamente a sbarchi, presunti disordini, poca sicurezza. Ma non ovunque è così.

Lo scorso marzo alcuni quotidiani parlavano di “Lampedusa liberata” nell’annunciare la chiusura per ristrutturazione del centro migranti. E il sindaco Totò Martello non nascondeva un sospiro di sollievo, pensando a come, trasferiti i migranti altrove, forse i turisti si sarebbero moltiplicati.
E’ complicato. Lampedusa da anni è il simbolo del problema immigrazione in Italia. Quando si è parlato di Lampedusa come meta turistica si è spesso aggiunto quel fastidioso ‘nonostante tutto’ che probabilmente ha peggiorato le cose.
Nel 2017 l’isola ha comunque fatto registrare un buon 30% di presenze in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Fortunatamente il passaparola ha funzionato più dei messaggi di tv e giornali e chi ha avuto la possibilità di trascorrere qui qualche giorno di vacanza si è accorto che non c’è alcuna invasione, ma una convivenza pacifica”, spiegava lo stesso sindaco. Per quest’estate si attendono numeri ancora migliori.

I migranti davvero allontano i turisti? In piena campagna elettorale, la pentastellata Roberta Lombardi, a caccia di consensi nella lotta per la Regione Lazio, usava questo slogan: “Quando penso alle province del Lazio e ai suoi borghi penso ad accogliere più turismo, che rilancia l’economia locale, e meno migranti, che invece pesano sull’economia locale. Non è questione di destra o di sinistra, ma di buon senso“.

Ma c’è un’Italia che pensa il contrario. Orta San Giulio (No) ha 1.200 abitanti, all’incirca 90 mila presenze all’anno e 200 mila visitatori. Dopo un confronto con la comunità, il sindaco ha deciso di accogliere un centinaio di migranti come esperienza di arricchimento. Un problema per i turisti? E perché mai?

Gli ultimi dati su turisti e presenze

Ecco allora alcuni dati nudi e crudi. Secondo il Barometro dell’Organizzazione Mondiale del Turismo siamo nella top five delle mete in grado di incamerare più fatturato (dati 2017) con un incasso di 44 miliardi di dollari, un aumento dell’8% e 2 posizioni in classifica conquistate. Siamo al quarto posto se consideriamo i tassi di incremento: la classifica vede in testa la Thailandia (+13%), seguita dalla Spagna (+10%), dalla Francia (+9%) e appunto dall’Italia. Per gli Usa si registra un +2%.

 

Il punto è un altro: siamo in grado di accogliere con servizi adeguati i turisti di tutto il mondo?

Perché, di fatto, questi turisti arrivano. Le prenotazioni dei viaggi organizzati verso l’Italia per l’estate 2018 sono in aumento anno su anno per il 74% dei tour operator, stabili per il 20%, in calo per il 6%. I dati dell’Agenzia Nazionale del Turismo (Enit) mostrano incrementi dei flussi turistici verso l’Italia sia da mercati emergenti che da Paesi come USA, Francia e Germania, principali bacini d’origine del nostro incoming.

Spiega Giovanni Bastianelli, direttore esecutivo dell’Enit: “Al turismo di massa, si stanno affiancando formule di viaggio ‘slow’, che identificano nell’italian way of life e nella sostenibilità il primo requirement della vacanza sul nostro territorio. In linea con questa tendenza si va sempre più affermando il turismo enogastronomico, che attraverso la valorizzazione dei cibi raggiunge il più ampio orizzonte dei profili culturali e dei vissuti dei territori che ospitano i flussi turistici”.
Quasi tutti gli operatori intervistati parlano di un aumento del turismo enogastronomico rispetto allo stesso periodo del 2017. Non solo. Per circa il 60% dei Paesi di origine l’enogastronomia è uno dei principali prodotti all’interno dei pacchetti turistici con destinazione Italia. Ed è un trend. Nel 2017 si registravano oltre 110 milioni di presenze motivate proprio dal turismo enogastronomico, il doppio rispetto al 2016, per una spesa di oltre 10 miliardi di euro (dati Isnart-Unioncamere).

Turismo In Italia

Immagine di Armando Tondo

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Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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