Eutanasia - Ogni anno 1000 suicidi

Eutanasia, ogni anno 1.000 malati terminali si suicidano per mancanza di alternative

La testimonianza

All’indomani della decisione della Corte costituzionale sul suicidio assistito, Carlo Troilo parla dei suicidi di malati terminali partendo dalla storia del fratello

Suicidi malati terminali Associazione Luca Coscioni. “Mio fratello Michele si suicidò nel marzo 2004 perché era malato terminale di leucemia”. Carlo Troilo, storico militante dell’Associazione Luca Coscioni, è intervenuto durante la conferenza stampa all’indomani della storica sentenza della Corte costituzionale, che ha riconosciuto non sempre punibile l’aiuto al suicidio a partire dalla vicenda umana, personale e giudiziaria di Fabiano Antoniani, alias dj Fabo.

La sentenza è stato un punto importante, ma non certo la fine della battaglia con cui l’Associazione Luca Coscioni punta a legalizzare l’eutanasia. Come ricorda Troilo, infatti, sono tanti i suicidi di malati terminali che scelgono di togliersi la vita in mancanza della possibilità avere accesso alle cure necessarie per morire degnamente, come suo fratello.

“Tentammo invano di trovare un medico che lo aiutasse a morire, siccome non ci riuscimmo lui si buttò dal quarto piano della sua casa”, racconta Troilo. “Da allora io mi sono impegnato con l’associazione Coscioni e ho cercato – da giornalista – i dati sui suicidi in Italia, che erano ignoti. Scoprii che l’Istat aveva dei dati, che teneva in un cassetto”.

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Redazione People For Planet

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Redazione centrale: Gabriella Canova, Simone Canova caporedattore centrale, Miriam Cesta settore Persona, Maria Cristina Dalbosco settore Società, Michela Dell’Amico settore Green

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