Evasione fiscale e apertura dei conti correnti: c’è qualcosa che mi sfugge.

Evasione fiscale e apertura dei conti correnti: c’è qualcosa che mi sfugge.

Attenzione alla pancia degli italiani: è lì che sta per scoppiare il Big Bang

Chissà se questa volta i “tecnici” diranno la verità al presidente Conte. Perché se davvero si vuole fare la lotta alla “grande evasione fiscale”, così come dichiarato dal governo, allora togliamoci la maschera e diciamo una volta per tutte dove si trovano i grandi patrimoni delle categorie “protette” tra cui, così come denunciato nel libro Io vi accuso (Chiarelettere), ci sono anche i rappresentanti del clero e la potente lobby dei commercianti cinesi. E soprattutto, senza filtri, chiariamo chi sono i complici! L’evasione fiscale sta nelle banche (anche) italiane ma non si vede.

Caro presidente Conte, chieda quindi ai suoi preparatissimi tecnici come fa una banca a coprire la grande evasione fiscale delle categorie “protette”? Offrendo un servizio chiamato «società fiduciaria», anche conosciuto come “intestazione fiduciaria”. Che cosa sono di preciso? Sono delle società, appunto, che ogni gruppo bancario ha al suo interno, che garantiscono l’anonimato nei confronti di terzi e quindi anche del fisco. Tu cliente puoi cedere il patrimonio e scomparire facendo perdere le tracce. Un conto «fantasma» intestato alla fiduciaria con un numero segreto inaccessibile a tutti.

Oppure chieda come mai nessun “tecnico”  accenni mai alla grave incongruenza di eliminare il contante senza imporre, pero’, per legge il diritto di chiunque a disporre di un semplice conto corrente bancario, anche se solo su “basi attive”, cioe’ operando solo su proprie disponibilità e senza chiedere un euro di finanziamento?

Mi spiego meglio.

Sappiamo tutti che per combattere la nano-evasione fiscale (e non la grande evasione) ed imporre un maggior controllo sulla possibilita’ di riciclare danaro sporco, si e’ deciso di eliminare l’uso del contante. Dal gennaio 2020 Il nuovo limite per il pagamento in contanti è, infatti, di 2.000 euro, destinata a scendere a 1.000 euro da gennaio 2022.

Senza entrare nel merito della disposizione, noi tutti sappiamo che il contribuente italiano paga le tasse bestemmiando lo Stato; non ha coscienza di esercitare, pagando, una vera e propria funzione sovrana. E’ convinto che l’imposta gli sia imposta.

Talvolta pero’ si trova davvero nella impossibilita’ di pagare le tasse. E non per mancanza di denaro.

Perché c’è una  illogicità di fondo che occorre sistemare.

Come sappiamo, le banche possono negare l’apertura del conto corrente a “loro insindacabile giudizio” (senza dover neppure motivare).

Negli ultimi tempi pero’ si sta verificando un fatto davvero strano: gli istituti di credito rifiutano l’accensione del conto a coloro che presentano qualsiasi tipo di “segnalazione” nelle banche dati creditizie (Centrale Rischi, Crif, Experian, ecc).

Premesso che, così come prescritto dalle disposizioni di Bankitalia, al fine di valutare eventuali rischi di solvibilità e la moralità commerciale connessa alla gestione del rischio, la richiesta di informazioni creditizie alle banche dati può essere fatta solo se il potenziale correntista avanza, contestualmente alla istanza di accensione di conto corrente, anche una domanda di finanziamento che deve formalizzare apponendo una firma su apposito modulo che autorizza la banca ad interrogare gli archivi di Centrale Rischi & Co., mi chiedo se ormai è divenuta consuetudine per le banche far firmare (!!!!) questo modello anche quando non si presenta la necessità, cioè anche quando il cittadino vorrebbe semplicemente utilizzare uno strumento (il conto corrente) di servizio per la gestione della finanza ordinaria (pagamento bollette, accredito stupendo o incasso di emolumenti, ecc) senza far correre alcun rischio alla banca visto che utilizzerebbe solo ed esclusivamente proprie disponibilità.

Se così fosse saremmo di fronte ad un comportamento illecito. Giusto?

Dall’altro lato, ecco il paradosso che gli esperti tecnici dei ministeri non hanno ancora metabolizzato, i titolari di Partita Iva sono obbligati a pagare le tasse (anche se solo di 100 euro) tramite modello F24 solo ed esclusivamente con addebito su c/c.

E allora? Oggi chi ha debiti con lo Stato cosa deve fare?

Fate presto. Bisogna agire non nella testa ma nella pancia dell’italiano medio, li dove il Big Bang sta per scoppiare.

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Vincenzo Imperatore

Vincenzo Imperatore

Giornalista pubblicista, collabora con quotidiani e riviste specializzate e conduce un programma radiofonico di informazione finanziaria. È autore di numerosi libri di successo: la sua ultima pubblicazione, “Soldi Gratis” (edito nell'aprile 2019 da Sperling&Kupfer) è una guida per misurare e sviluppare il quoziente di consapevolezza finanziaria dei cittadini. È fondatore di ImperatoreConsulting.eu

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Vincenzo Imperatore

Vincenzo Imperatore

Giornalista pubblicista, collabora con quotidiani e riviste specializzate e conduce un programma radiofonico di informazione finanziaria. È autore di numerosi libri di successo: la sua ultima pubblicazione, “Soldi Gratis” (edito nell'aprile 2019 da Sperling&Kupfer) è una guida per misurare e sviluppare il quoziente di consapevolezza finanziaria dei cittadini. È fondatore di ImperatoreConsulting.eu

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