Fase2, “Io non voglio aprire”

Lettera aperta da un bar in centro a Milano

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Donia El Ragal, la cui famiglia gestisce il Bar Bistrot Majestic di via Dante a Milano, a due passi dal Duomo.

“Il governo è l’organismo che assume la responsabilità dell’andamento politico ed economico dello Stato. E allora: prendetevi le vostre responsabilità.

Non raccontate solo della Fipe o delle varie associazioni di categoria che spingono per la riapertura delle attività – a volte perfino anticipata (al 4 maggio!) – dite anche dei tanti, magari piccoli ma di gran passione, che di riaprire non hanno alcuna intenzione. 

Quello che chiedono, che chiediamo, sono regole. 

Regole per l’affitto

Lo sapete che io non posso pagare l’affitto per effetto della pandemia. E se non lo sapete, ve lo spiego. 
Il valore della locazione dell’immobile viene stabilito in base alla sua posizione. Io per esempio ho il Cafè Bistrot Majestic a Milano in via Dante: capite bene che in questo caso la “rendita di posizione” – cioè il valore aggiunto che a cose normali pago per la posizione centrale – è azzerata. Il centro di Milano in altre parole ha affitti più alti per i bar, ma in questo momento un traffico di persone pari allo zero assoluto. Ora, il proprietario del mio negozio non può pretendere di ricevere l’affitto versato fino a marzo: ma se, come nel mio caso, lo fa, voi dovete intervenire. 

Regole per le tasse e costi fissi

Non fatemi pagare tutti i costi fissi come il suolo pubblico, le tasse di pubblicità, insegna, lo smaltimento dei rifiuti, le quote di acqua, gas e luce: la mia attività è chiusa. Non produce. E anche quando riaprirà il fatturato sarà pesantemente ridotto e con esso anche la produzione di rifiuti, l’utilizzo di acqua, di gas, di luce, l’occupazione del suolo pubblico, e le persone che vedranno la mia insegna. 

Regole per il personale

Abbiamo bisogno di una cassa integrazione in deroga a cui accedere con meno artifici burocratici possibili e per una durata adeguata ai reali bisogni legati alla crisi.
Perché la mia attività non soccomba quindi, agevolazione per l’affitto, abolizione o riduzione delle tasse relative ai costi fissi e cassa integrazione in deroga non potranno fermarsi a maggio ma dovranno estendersi fino a fine anno. 

Se apro, non verrebbe nessuno

Ecco, io non voglio riaprire ora perché non verrebbe nessuno, perché sarebbe da irresponsabili: tanti, troppi i morti di questa catastrofe. Non vi chiedo aiuti a fondo perduto, anche se il fondo sto per toccarlo. Piuttosto assumetevi le vostre responsabilità e non chiedete “atti di amore” alle banche. Scrivete regole perché io possa affrontare i costi di gestione della mia impresa in base al fatturato che ne deriva. 
Regole che siete in grado di fare quando a pagare sono io. Perché quando arriva un controllo dell’Agenzia delle entrate in base alla convenzione tra Mef/Agenzia, il margine di errore degli accertamenti è del 40,2%. Quindi pago e basta. Poi pago per i piani di controllo Haccp, costo obbligatorio, che permette ad ogni realtà ristorativa di monitorare la qualità, pago per i piani di sicurezza e antincendio. Pago per le regole della Guardia di Finanza, della Siae e la lista sarebbe (quasi) infinita.

Se apro, avrei ulteriori costi

Se dovessi riaprire ora, a questa lunga trafila si aggiungerebbero i costi per le nuove regole sulle sanificazioni, giustamenteE, a quanto pare di capire, dovremmo garantire sempre noi il rispetto delle regole di igiene e distanziamento sociale tra gli avventori – pena forti multe – e la continua pulizia dei servizi igienici.
Ah, infine i miei dipendenti stanno ancora aspettando la Cassa integrazione (come molti, ndr). Glielo offrite voi il caffè domani?

La protesta di chi non vuole aprire coinvolge tutto il Paese: ecco le testimonianze fotografiche

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse, Roma, il movimento delle imprese di ristorazione MIO consegna alla sindaca Virginia Raggi la chiave simbolo della chiusura dei locali
Abruzzo (fonte, Il Capoluogo)
Manifestazioni di piccoli esercenti che simbolicamente consegnano le chiavi: Milano (Fonte Secolo XIX)
Urbino (Fonte Vivere Urbino)
Piemonte (Fonte La Stampa)
Puglia (Foggia Today)
Sardegna (CastedduOnline)
Sicilia, (Voce di Popolo)
Toscana (La Nazione)
Perugia (Corriere dell’Umbria)
Veneto (HuffPost)
Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

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