Fase2, “Milano è una bomba”

Servono multe, multe, multe

A Milano avevamo deciso che la pandemia era finita già una settimana prima dell’inizio della fase 2: gente numerosa per strada e nelle piazze, soprattutto nel week end prima della riapertura. Almeno però, tutti con la mascherina. Lunedì 4 maggio siamo usciti ancora con circospezione, ma arrivati a giovedì, ieri, qui sembra che una pandemia non sia mai passata. Il week end alle porte, ora, fa paura. Perché i controlli non si vedono: non ci sono.

Mancano i controlli

Abito in centro, esco sempre e comunque tre volte al giorno come minimo (ho un cane diabetico) e ho visto un solo controllo in 2 mesi, dove a una persona senza mascherina – “l’ho dimenticata a casa” – è stato semplicemente consigliato di tornare a casa a prenderla. Era un mese fa, prima di Pasqua, al vertice della curva dei contagi.

Il post Facebook di un medico milanese

Adesso siamo da 5 giorni nella fase 2, uscire si può, seguendo determinate regole. E Milano continua a non rispettarle, anche in modo clamoroso. Ieri le foto ai Navigli affollati, con assembramenti di giovani senza mascherina. Del resto, gli amici dei miei figli si danno regolare appuntamento al parco e anche abbassare la mascherina e mangiare un gelato su una panchina è possibile (nei fatti). La polizia passa, vede e va oltre.

Dati ancora allarmanti

Tutto questo nonostante in Lombardia i positivi siano attualmente 32.015, e 480 in terapia intensiva. I morti sono 14.745, con un incremento nelle ultime 24 ore ore di 134 unità.

Elaborazione Datawrapper su dati Regione Lombardia

Sebbene siano molto aumentati i tamponi e l’andamento giorno per giorno non abbia notoriamente un valore scientifico, ricordiamo anche che nella Città metropolitana di Milano si sono registrati 243 casi positivi di Covid-19 mercoledì, di cui 91 a Milano: i totali sono quindi rispettivamente, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, 20.711 e 8.680. Gli aumenti erano stati inferiori nei giorni scorsi.

Milano è una bomba

“Quella di Milano – ha detto l’epidemiologo Massimo Galli a La Repubblica, primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano – è un po’ una bomba, perché in tanti sono stati chiusi in casa con la malattia. Abbiamo un numero altissimo di infettati, che ora tornano in circolazione. È evidente che sono necessari maggiori controlli. Mi chiedo perché da noi ci sia stato un atteggiamento quasi forcaiolo nei confronti dell’uso dei test rapido, il “pungidito”, che poteva comunque essere utile”. Anche perché, secondo Galli, “alcuni hanno interpretato l’ingresso nella fase 2 come un liberi tutti. È un segnale di grande pericolosità, perché dovrebbe invece prevalere la cultura della responsabilità per limitare al massimo i danni. La nostra regione rischia di richiudere ma anche certe zone del Piemonte o dell’Emilia. Del resto si è deciso che se qualcosa va storto si torna indietro. Speriamo di no, comunque. Questo è il momento dell’estrema attenzione e responsabilità”.

Per approfondire:
Covid19: Milano sta scherzando col fuoco?
Coronavirus: il plasma della discordia. Infuria la polemica tra Burioni e De Donno
Covid-19: “Per salvare la fase 2 servono tamponi di massa”
Covid-19, terapia con plasma iperimmune: al via studio Iss e Aifa

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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