Federica Pellegrini, le 50 medaglie di una donna di talento e personalità

Ha attraversato quindici anni di nuoto, battendo tutte. E rispondendo a muso duro a chiunque la criticasse

Quindici anni di nuoto

Cinquanta medaglie internazionali sono un po’ come i mille gol di Pelè. Non proprio la stessa cosa, ma un traguardo straordinario per una nuotatrice italiana. A conquistarlo, ovviamente, è stata Federica Pellegrini la fuoriclasse delle piscine. Una campionessa che, come quasi tutti gli atleti italiani di talento, ha un rapporto controverso con il nostro Paese e con i media. L’Italia non perdona il talento, quasi ne soffre. Soprattutto se a esserne portatori sani sono atleti con carattere, che non recitano il ruolo degli umili e dei bravi o delle brave ragazze. Che si chiamino Alberto Tomba o Federica Pellegrini. Lei, la divina Federica, in più è anche donna. Coraggiosa. Sfrontata. Emancipata. Perché no, capricciosa. E terribilmente forte.

Quattordici anni fa, ne aveva sedici, vinse la sua prima medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atene. Nei 200 stile libero. E arrivò secondo solo perché non vide la romena Potec in prima corsia. Quattro anni dopo, a Pechino, vinse quella d’oro. Ha vinto cinque ori mondiali, quattro argenti. Dovremmo scorrere tutto l’elenco fino ad arrivare a cinquanta. Cinquanta. Traguardo raggiunto l’altro giorno ai mondiali in vasca corta, ad Hangzou ancora in Cina. L’ha vinta con la staffetta 4×100 mista. Una settimana che ha racchiuso perfettamente la vita e la carriera di questa straordinaria veneta. Medaglie e liti.

Il bla bla bla a fine vasca

Federica non ha mai tolto l’occasione. Mai. Nel 2008, agli europei di Eindhoven, vinse i 400 metri stile libero e stabilì anche il record del mondo. Aveva però subito una squalifica nei 200 seguita dalle solite critiche. Subito dopo il successo, ancora in vasca, fece con la mano il gesto di chi parla accompagnato dal “bla bla bla”. Come a dire: voi parlate, io vinco e batto i record del mondo.

Ha attraversato quindici anni di nuoto. Ha fatto irruzione quando imperava la francese Laure Manaudou che si è ritirata da cinque anni dopo averlo già fatto una prima volta nel 2009. Oggi domina la statunitense Ledecky. Ne ha viste passare tantissime. Tutte, compresa la Ledecky, le ha battute almeno una volta.

Ha vissuto la sua vita privata fregandosene dei pettegolezzi. Ha sempre fatto parlare la piscina. Ha vissuto un grande dolore con la perdita del suo storico allenatore, Alberto Castagnetti, con cui aveva un rapporto quasi simbiotico. Con i fisiologici screzi, immancabili con Federica.

L’ultimo screzio

Screzi che tuttora l’accompagnano. Anche in settimana, ai mondiali in vasca corta, ha risposto alla sua maniera a un tweet di Eurosport dopo il quarto posto nella finale dei 200 stile libero. “Federica non ce la fa”. Lei non l’ha presa bene e ha risposto per le rime: “Si potevano dire tante cose tipo Fede ritorna ai 200 dopo quasi 2 anni ecc ecc e invece il massacrante Fede non ce la fa!! Vi piace proprio darmi addosso eh!! Se volete la prossima volta gareggio con un bel bersaglio dietro alla schiena, così è più semplice”.

Pochi giorni dopo, ha conquistato la sua cinquantesima medaglia. Ha un obiettivo: la quinta Olimpiade, nel 2020, a Tokyo. Non provate a dirle che potrebbe non essere competitiva, rischiate anche voi di rimediare il “bla bla bla” a fine gara.

Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.

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Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.