Femminicidi: diminuiscono! Molto lentamente ma diminuiscono

E qualcuno non ha voglia di dirlo.

I dati sono semplici e incontrovertibili e ne diamo qui ampia documentazione, di modo che tutti possano verificare quel che diciamo: nel 2000 le donne uccise furono 200, nel 2018 142, quest’anno siamo a 94 vittime nei primi 10 mesi dell’anno e quindi possiamo sperare che il 2019 sarà l’anno che vedrà quasi dimezzato questo orrore rispetto ai numeri del 2.000.

Dovremmo tutti gioire visto che dopo anni di battaglia perché si riconosca la gravità sociale e morale della violenza contro le donne, finalmente vediamo una netta diminuzione del numero delle donne uccise.

Ma qualcuno leggendo il titolo di questo articolo avrà fatto un sobbalzo: «Ma come! Tutti i media gridano che c’è un aumento! Perché qui si dice il contrario?!?»

Semplicemente perché una certa retorica ama ricorrere agli allarmi e crede che aumentare la gravità della situazione sia meglio che sottolineare i progressi ottenuti grazie all’impegno di milioni di donne e anche di uomini.

Anche un solo femminicidio è troppo e  tutti vorremmo vedere estirpato completamente questo crimine vergognoso. Ma perché non rilevare che ci sono progressi?

E come è possibile che alcune voci arrivino a sostenere che addirittura c’è un aumento delle donne uccise?

Si tratta di un semplice errore di interpretazione dei dati, nella migliore delle ipotesi, sennò sciocca disinformazione. Infatti i molti articoli che sostengono questa tesi si riferiscono non al numero delle donne ammazzate ma alla percentuale delle vittime femminili sul totale degli omicidi.

Gli omicidi sono passati da 805 nel 1999 a 329 nel 2018 (altro dato nascosto dai media: gli omicidi totali sono più che dimezzati in vent’anni!) , il numero degli assassinii di maschi è diminuito molto di più di quello delle femmine. Quindi se calcolo la percentuale delle donne assassinate rispetto al numero totale posso in effetti dire che QUESTA percentuale è aumentata ma si tratta di un dato che dà un’idea della realtà falsata.

Ecco un esempio di questa confusione:

È quanto si legge nel rapporto Eures 2019 su “Femminicidio e violenza di genere in Italia”. Nel rapporto si sottolinea che non si è mai registrata una percentuale così alta di vittime femminili (40,3%)”

Dire che non si è mai registrata una percentuale così alta di vittime femminili dà l’idea che siamo di fronte a un numero di vittime in grande crescita: il numero più alto di donne uccise da sempre! Ma come abbiamo detto nel 2000 le donne assassinate furono 200, nel 2018 sono state 142.

Secondo molti giornalisti il grande pubblico si annoia se pubblichi buone notizie: il pubblico vuole il sangue! E i media si adeguano: «Siamo qui per vendere mica per raccontare le favole!»

Ma questa dittatura delle cattive notizie è un nemico primario per chi ama il progresso: solo se dimostriamo che l’impegno etico e sociale continua da secoli a dare risultati positivi, potremo convincere milioni di persone a lottare con noi, per continuare a migliorare il mondo. Dobbiamo impegnarci a raccontare la verità (che è rivoluzionaria); il pessimismo è l’humus della rinuncia, della resa, della paura e della rabbia degli impotenti: «È inutile che ti impegni! È da stupidi credere a un futuro migliore! Guarda la realtà! La barbarie avanza! E tu non ci puoi fare un cazzo. Quindi stai buono nel tuo angolino e stai zitto: qualunque cosa tu faccia può solo peggiorare la tua situazione.»

Qualcuno dice che la sinistra è morta. Probabilmente è vero.

Ma i progressisti continuano a esserci e grazie a Dio siamo tanti. Vogliamo il progresso! E riusciamo ad avanzare di un millimetro al giorno. DICIAMOLO!

Analisi dati Ilsole24ore

Foto di Alexandr Ivanov da Pixabay 

Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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