Festa della donna: il meglio dell’anno, ricordandone le origini

Berlino ha reso la Festa della donna un giorno festivo a tutti gli effetti per la prima volta al mondo, mentre la 16enne Greta Thunberg sembra stabilire il prossimo percorso delle femministe e ambientaliste, mai come adesso

Non sono d’accordo con quella parte di donne che non vuole essere festeggiata in questa giornata, e commenta la Festa internazionale della donna con lo slogan “L’otto tutti i giorni”. Certo che lotto tutti i giorni, ma un giorno dedicato per ricordarlo non fa affatto male, anche tenendo presente la storia dell’8 marzo e le sue evoluzioni, e anche la possibilità che chi ti porge i propri omaggi ne abbia memoria.

In caso contrario: la giornata internazionale della donna è nata da un movimento sindacale per poi diventare un evento annuale riconosciuto dall’ONU. Tutto ha inizio nel 1908, quando 15mila donne marciarono attraverso New York chiedendo orari di lavoro più brevi, una paga migliore e il diritto al voto. Fu il Partito Socialista d’America a dichiarare la prima Giornata nazionale della donna, un anno dopo. Oggi lottiamo per le stesse cose, un po’ meno gravi forse: diritto al lavoro, parità di salario, parità di condizioni. Secondo i dati delle Nazioni Unite, solo la metà delle donne in età lavorativa è rappresentata da un sindacato, nel mondo.

L’idea di rendere internazionale la giornata venne alla tedesca Clara Zetkin che ne parlò nel 1910 durante una Conferenza di donne lavoratrici a Copenaghen. C’erano 100 donne lì, da 17 Paesi, e decisero di aderire alla proposta. Così, l’anno dopo, la giornata si celebrò anche in Austria, Danimarca, Germania e Svizzera e di anno in anno poi nel resto del mondo. Quest’anno festeggiamo la 108esima giornata internazionale della donna e il tema scelto è “Pensare alla pari, costruire con intelligenza, innovare”. Ma è anche l’occasione per guardare a quel che si è raggiunto: nella società, nella politica e nell’economia.

Per fermarci alla politica, la novità più gradita della Festa di quest’anno arriva da Berlino, dove la giornata sarà un festivo a tutti gli effetti dopo una mozione votata qualche mese fa dal parlamento della città-stato. Quindi niente lavoro per tutti e niente scuola. Nel frattempo, Franziska Giffey, ministra tedesca della Famiglia e delle donne, lo scorso giovedì ha lavorato in un sobborgo della capitale su un camion della spazzatura, per lanciare un messaggio chiaro e diretto e sfidare gli stereotipi di genere nei posti di lavoro ancora dominati dagli uomini.

 «Dobbiamo fare in modo che le donne possano non solo essere attive in posizioni di leadership, ma in ogni professione, dobbiamo essere sicuri che le professioni sociali siano apprezzate, dobbiamo fare in modo che si faccia di più contro la violenza domestica, specialmente contro le donne», ha dichiarato.

Ma il vero simbolo femminista dell’anno 2019 è Greta Thunberg, l’attivista 16enne svedese che scioperando da scuola per protestare contro il cambiamento climatico è arrivata a tenere un discorso disarmante di fronte alle Nazioni Unite. La tenacia del suo viso serio sembra concretizzare le parole di un’altra grande femminista, Michelle Obama, che a proposito di donne ha detto: «Il futuro del nostro pianeta è roseo quanto lo sarà quello delle nostre ragazze».

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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Michela Dell'Amico

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