Finalmente anche in alcuni supermercati italiani si possono portare i contenitori riutilizzabili da casa per fare la spesa sfusa. Disegno di Armando Tondo, gennaio 2020.

Finalmente in alcuni supermercati il packaging si porta da casa

Pochi, ma non importa, saranno – si spera – degli apripista

Solo sei punti vendita della catena Sigma in provincia di Modena e a Bologna più due altri, uno di Ecu e uno di Economy, otto in tutto ad oggi in Italia, permettono finalmente ai loro clienti di acquistare prodotti freschi al banco con contenitori riutilizzabili portati da casa.

Con la circolare del Ministero della Salute dello scorso anno che impedisce l’uso di sacchetti riutilizzabili persino nel settore ortofrutta, si è come tornati indietro, interpretando forse le norme per l’igiene in modo troppo restrittivo, in alcuni settori, e in maniera non uniforme. Anche perché ci sono già esperienze in questo senso attuate all’estero da insegne del Retail come Morrisons e Waitrose nel Regno Unito, Carrefour (in Spagna, Francia e in Belgio) finalizzate a ridurre il consumo di plastica monouso. Dell’esperienza di Carrefour Belgio ne avevamo parlato quando fu avviata, contattando anche Carrefour Italia, i quali avevano risposto che al momento l’iniziativa non sarebbe stata trasferita anche in Italia, ma senza dare altre spiegazioni.

Per cui questa è la prima iniziativa italiana che, se ora è piccola, speriamo possa avere successo e si estenda, permettendo a noi tutti finalmente di poter acquistare solo il prodotto, e non l’imballaggio.

All’interno dell’articolo 7 del Decreto Clima, (D.L. 14.10.19, n. 111, pubblicato il 13 dicembre 2019), che riguarda “misure per l’incentivazione di prodotti sfusi o alla spina” è stato introdotto un contributo a fondo perduto (max 5.000 euro) per gli esercenti commerciali di vicinato e di media struttura (di cui all’articolo 4, comma 1, lettere d) ed e) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114), che attrezzano spazi dedicati alla vendita ai consumatori di prodotti alimentari e detergenti, sfusi o alla spina, a condizione che il contenitore offerto dall’esercente non sia monouso.

Questa modalità di acquisto offre una risposta, tanto semplice quanto inattuata, alla necessità di ridurre i rifiuti che nel nostro paese stanno tornando a crescere, come rilevato dall’ultimo Rapporto sui rifiuti urbani 2019 dell’Ispra: “È aumentata la raccolta differenziata. Ma la plastica da imballaggi non raggiunge gli obiettivi di riciclo previsti. Inoltre tra i flussi prioritari monitorati dall’Unione Europea rientrano i rifiuti di imballaggio, per i quali il “Pacchetto economia circolare” ha definito obiettivi di riciclaggio più ambizioni al 2025 e al 2030, rispetto a quelli ad oggi vigenti”.

L’iniziativa quindi al momento coinvolge 8 punti vendita in totale della Moderna Distribuzione srl, società proprietaria dei punti vendita appunto: Sigma, Economy ed Ecu, la cui AD Bruna Lami – in una recente intervista rilasciata a Silvia Ricci di ComuniVirtuosi.org – ha spiegato come lei insieme ai suoi consulenti abbiano risolto i problemi derivanti dall’eventuale mancato rispetto delle norme HACCP (un insieme di procedure, mirate a garantire la salubrità degli alimenti, basate sulla prevenzione anziché sull’analisi del prodotto finito).

“Abbiamo inserito nel nostro manuale HACCP la procedura da seguire quando i clienti vogliono utilizzare i loro contenitori: devono essere in materiale trasparente, avere una forma e un coperchio tali da essere facilmente igienizzati, e devono essere consegnati perfettamente puliti e asciutti. L’addetto al banco si riserva il diritto di controllare, ed eventualmente rifiutare, l’impiego di contenitori non ritenuti idonei sotto il profilo igienico-sanitario“. E precisa: “Questa modalità d’acquisto è possibile solamente ai banchi con servizio assistito (gastronomia, panetteria, macelleria, pescheria) e in ogni contenitore può essere inserito un solo tipo di prodotto. Ovviamente il peso del contenitore viene sottratto nel momento dell’inserimento della tara in fase di pesatura”.

L’articolo in questione cita: “Ai clienti è consentito utilizzare contenitori propri purché riutilizzabili, puliti e idonei per uso alimentare. L’esercente può rifiutare l’uso di contenitori che ritenga igienicamente non idonei”.

I punti vendita coinvolti, nel dettaglio, sono: il Sigma di Camposanto – via Falcone 9,  di Cavezzo -via Volturno 73, il Sigma a Bologna in via Corticella 186/12, i due punti di Carpi (via Ugo Da Carpi 62 e via Cuneo 47) il Sigma di Pavullo in via Giardini 346, il punto vendita Economy di Castelnuovo Rangone – via Della Pace 59 e l’Ecu di Pavullo in via XXII Aprile 59.

Fonti:

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Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

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Elisa Poggiali

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