Francia: arriva la ‘Greta-tax’ l’ecotassa sui biglietti aerei da 1,50 a 18 euro

Francia: cos’è la ‘Greta-tax’ l’ecotassa sui viaggi aerei

Analisi delle policy di 20 tra le compagnie aeree più grandi al mondo

Fonte: TG2000

Il governo di Parigi ha annunciato l’introduzione, a partire dal 2020, di un’ecotassa da 1,50 a 18 euro sui biglietti degli aerei in partenza dalla Francia. Una misura a protezione dell’ambiente ma che fa discutere. Il servizio di Alessandra Camarca.

Dalla stampa nazionale:

  • CLIMA, PERCHÉ IL TRAFFICO AEREO SFUGGE ALLA TASSAZIONE ECOLOGICA. Nonostante sia responsabile di una quota importante delle emissioni di gas ad effetto serra, il traffico aereo è ancora quasi del tutto esente da eco-tasse.

Il mondo intero sta – seppur faticosamente – tentando di allinearsi all’Accordo di Parigi, al fine di limitare la crescita della temperatura media globale e scongiurare la catastrofe climatica. Per farlo, occorrono – tra le altre cose – sistemi fiscali che da un lato scoraggino le emissioni inquinanti; dall’altro permettano di raccogliere fondi per finanziare progetti di transizione ecologica.

Belgio e Paesi Bassi hanno chiesto all’Ue di cambiare rotta – Così, si parla sempre più di “carbon tax”. Ovvero di imposte sulle emissioni di gas ad effetto serra. Si cerca poi di aumentare le tasse sui carburanti più dannosi. E in molti casi si introducono anche bolli differenziati in ragione dei differenti modelli di automobili, premiando i più sostenibili. Eppure, proprio nel settore della mobilitàesiste un comparto che finora è rimasto quasi completamente esente dal “fisco ecologico”: si tratta del trasporto aereo.

La questione è stata sollevata a più riprese nel corso delle ultime Conferenze mondiali sul clima delle Nazioni Unite (Cop). In Francia, inoltre, la protesta dei gilet gialli ha sottolineato come le tasse sul cherosene utilizzato dagli aerei siano nulle, mentre quelle sui carburanti per il trasporto su gomma siano pari a circa il 60 per cento del prezzo totale. Eppure, le compagnie sono rimaste finora di fatto esentate dallo sforzo comune. Continua a leggere (Fonte: LIFEGATE.IT di Andrea Barolini)  

  • EMISSIONI AEREI ANCORA TROPPO ELEVATE PER CONTRASTARE IL CLIMATE CHANGE. La ricerca condotta dal Grantham Research Institute della London School of Economics su 20 compagnie aeree ha rilevato emissioni ancora troppo alte e obiettivi di riduzione a lungo termine inferiori a quanto stabilito dall’Accordo di Parigi

Le compagnie aeree stanno facendo ancora troppo poco nella lotta contro il riscaldamento globale. Il settore offre un contributo significativo e in rapida crescita ai cambiamenti climatici: attualmente rappresenta il 2% delle emissioni mondiali di gas serra e il 12% delle emissioni di CO2 legate ai trasporti e dovrebbe fare di più per gestire i rischi derivanti dal climate change. A rivelarlo è uno studio condotto dal Grantham Research Institute della London School of Economics e finanziato da un gruppo di investitori, che gestiscono attività per un totale di 13 trilioni di dollari e che fanno capo alla Transition Pathway Initiative. La ricerca ha analizzato le policy in materia di 20 tra le compagnie aere più grandi al mondo, rilevando che i loro obiettivi a lungo termine sembrano essere inferiori a quanto stabilito dall’Accordo di Parigi di limitare il riscaldamento globale a meno di 2 °C, e che nessuna delle 20 compagnie aeree specifica chiaramente come ridurrà le proprie emissioni di volo dopo il 2025.

Tra le 20 compagnie aeree prese in considerazione dallo studio, Delta, Lufthansa, United Airlines e ANA Holdings sono risultate essere le migliori nella gestione dei rischi aziendali e delle opportunità offerte dai cambiamenti climatici, ma si potrebbe fare di più. EasyJet e Alaska Air hanno le flotte più efficienti, a giudicare dalle loro emissioni per passeggeri-chilometri volati. All’estremità opposta, ci sono ANA, Japan Airlines, Korean Air e Singapore Airlines, con le massime intensità di emissioni. Continua a leggere  (Fonte: RINNOVABILI.IT)

  • CAMBIAMENTO CLIMATICO. L’EUROPA PROMUOVE L’ALTA VELOCITÀ E SCORAGGIA USO DELL’AEREO, SUD TAGLIATO FUORI. Il presente e, soprattutto, il futuro della mobilità si chiama alta velocità ferroviaria. Con il trasporto gommato bocciato da tempo e quello aereo ritenuto altrettanto inquinante, se non di più, e utile semmai per i viaggi transoceanici. Questa la visione dei più importanti Stati europei, con la Francia decisa a mettere una tassa sui voli civili, prontamente ribattezzata Greta tax, in omaggio alla giovane paladina della lotta contro il cambiamento climatico che ha detto no ai viaggi in aeroplano, preferendo spostamenti con mezzi più ecosostenibili, con la prospettiva di incassare 182 milioni di euro a partire 2020, destinati a finanziare modalità di trasporto meno inquinanti. Dalla nuova frontiera delle comunicazioni, tuttavia, resta tagliato fuori il Meridione d’Italia, dove l’alta velocità non esiste nemmeno nei progetti governativi.

E’ un dato pacifico che l’aereo sia il mezzo di trasporto enormemente più inquinante oltre che il più pericoloso e inutile (salvo per i collegamenti transoceanici) con l’avvento dell’alta velocità ferroviaria, la quale consente ai treni (Frecciarossa1000) di viaggiare sino a 350 km/h ma con la possibilità entro una decina di anni di raggiungere i 500 km/h (il Tgv in Francia si è spinto sino a 574 km/h)”, afferma Fernando Rizzo. Il presidente di Rete civica per le infrastrutture nel Mezzogiorno, in un post su Facebook, prende spunto dall’ecotassa annunciata dalla ministra dei trasporti transalpina, Elisabeth Borne, da inserire nella prossima legge di bilancio. Il tributo varierà da 1,50 a 18 euro e si applicherà sui biglietti aerei di tutte le compagnie per i voli dalla Francia verso l’estero. Saranno esclusi i voli verso la Corsica, i territori francesi d’Oltremare e le corrispondenze aeree.

L’alta velocità ferroviaria sta diventando sempre più la modalità di trasporto preferita dai più avanzati Paesi del Vecchio Continente. Usata per andare dalla Gran Bretagna all’Olanda o da Parigi a Bruxelles. Continua a leggere (Fonte: LECODELSUD.IT)

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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