Gatti, chi li venera e chi li uccide…

In Cina li amano fino a clonarli. In Australia invece li ammazzano perché li considerano un pericolo per la biodiversità

Si fa presto, con un giro in rete, a trovare le peggiori stranezze che riguardano i gatti. Se avete da parte 30mila euro, ad esempio, potete clonare il vostro micio. Lo ha fatto di recente un affezionato cinese che si è rivolto a una società bio tech di Pechino per far impiantare in una madre surrogata l’embrione clonato dall’adorato gatto morto. 66 giorni dopo è nato un cucciolo, identico per caratteristiche fisiche e caratteriali al precedente animale domestico. È stata la prima volta in assoluto. L’azienda ha dichiarato che in futuro si potranno aggiungere al gatto anche personalità e ricordi del gatto morto: wow!

In Cina è esploso l’amore per i gatti

Notoriamente la Cina ha per tradizione e storia un rapporto molto diverso dal nostro con gli animali, che difficilmente entravano a far parte della famiglia. Adesso le cose sono molto cambiate, e l’amore per i gatti in Cina è esploso. Si parla di un numero crescente di persone schiavizzate dall’amore per il  gatto, e gli altri cinesi, quelli più vecchio stile, prendono in giro queste nuove abitudini definendo gli amanti dei gatti “quelli che si divertono a pulire la cacca”. Come dar loro torto? Eppure, la fetta di cinesi che non bada agli effetti collaterali è aumentata del 50% nel solo 2018, una percentuale molto maggiore rispetto agli ancora rari amanti dei cani o di altri animali domestici. Sono circa 40 milioni attualmente i gatti cinesi, e circa la metà abita in una casa, mentre 50 milioni di cinesi amano i gatti, specialmente i cinesi nati dopo gli anni Ottanta. Questo significa che magari non hanno un gatto, ma adorano tutto ciò che è correlabile a questo animale: poster, oggetti vari che li raffigurino, e i famosi video di gattini, noti anche da noi per il potere di fascinazione e lo spazio immenso che trovano sul web, al punto che oggi dire “video di gattini” significa, in gergo, video di cose frivole, in cui il gattino è divenuto appunto re.

I meme di gattini

I meme sono brevissimi video, in genere buffi o super teneri, oppure foto con una scritta che veicolano un pensiero o un’idea. I gatti dominano queste chicche in tutto il mondo e i social fanno da rimbalzo al loro successo. Ma il web è anche ricco di blog sui gatti, siti o gruppi social sui gatti, con annessi forum sui gatti. Sempre in Cina si raggiunge l’apice, con un blogger, Daodao, che da solo ha raggiunto 4 milioni e mezzo di follower. Un fenomeno pazzesco, che fa guadagnare loro moltissimi soldi in pubblicità, non solo di cibo e giochi per animali domestici, ma di qualsiasi cosa sia fotografabile accanto al loro gattino, e che venderà di lì a pochi minuti.

A proposito di vendere grazie ai gatti, Starbucks, la catena di caffetterie, ha messo in commercio una tazza in edizione limitata lo scorso febbraio in Cina, con il proprio marchio e una figura di gatto, ed è andata esaurita online in 0.07 secondi, con scene di isteria collettiva nei negozi per accaparrarsi gli ultimi pezzi. Prezzo 199 yuan, circa 27 euro. E poi, naturalmente, anche in Asia, ormai come e più da noi, ci sono i bar e caffè popolati da gatti, per chi lavora molto e non può permettersi di badare a un gatto ma ha tanta voglia di accarezzarne qualcuno, ogni tanto.

Chi mette una taglia sulla loro testa

Dall’altro lato, in Australia, è in corso da molti anni una vera e propria guerra ai gatti per un motivo molto serio che faremmo bene a prendere tutti in considerazione, visto il momento storico che stiamo vivendo. Come i ricercatori ci ripetono da tempo, siamo di fronte a un’estinzione di massa per molte specie, e i gatti, specialmente quelli selvatici, sono predatori pericolosi – cresciuti a dismisura grazie al nostro amore – per l’ecosistema e per specie a rischio di uccelli e piccoli mammiferi. Il governo australiano per questo motivo ha messo in conto di eliminare 2 milioni di gatti randagi, ovvero buona parte del totale, che si stima essere tra i 2 e i 6 milioni. Questo esercito è infatti in grado di uccidere in totale 1 milione di uccelli e quasi 2 milioni di rettili ogni giorno. Ricchezza di biodiversità tra l’altro gravemente danneggiata di recente, a seguito degli incendi che hanno colpito gran parte delle aree, anche protette, del Paese. Nello stato del Queensland, c’è addirittura una taglia di 10 dollari per ogni scalpo di gatto selvatico consegnato alle autorità.

In Nuova Zelanda c’è una situazione simile, e da quando sono stati introdotti dai coloni europei, hanno causato o fortemente concorso all’estinzione di oltre 20 specie animali. Sono considerati la peggiore minaccia per la biodiversità e quindi per la ricchezza naturalistica del Paese che, lo ricordiamo, possiede esemplari unici al mondo: l’80% dei suoi mammiferi e il 45% dei suoi uccelli non vivono in nessun altro luogo sulla terra. Per questo motivo non si possono possedere più di due gatti.

“I gatti sono gli unici veri sadici del mondo animale”, ha dichiarato un conservazionista alla Cnn, “sono killer seriali che torturano senza pietà”. Senza bisogno di arrivare a odiarli, comunque, è possibile consentire al proprio gatto di vivere serenamente rendendogli però impossibile la caccia. Il Regno Unito per esempio, dove si riflette da tempo su come contenere la strage di uccelli portata avanti dai felini di casa, ci sono diverse campagne che invitano a porre un semplice campanellino al collo dell’amato gatto. Una scelta d’obbligo se il nostro gatto ha la possibilità di uscire di casa e cacciare, anche solo sul balcone. Ce ne sono di piacevoli per l’uomo e non dannosi per il micio, studiati appositamente per produrre un suono non fastidioso.

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Curiosity Killed the Cat (Infografica)

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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