Genitori tengono a casa i figli per protesta: in classe c’è un’alunna disabile

Accade in una scuola primaria a Cornegliano Laudense, in provincia di Lodi

Ogni anno la stessa storia, centinaia di bambini hanno bisogno di un’assistenza mirata, invece per loro la scuola comincia più tardi. Perché al Ministero scoprono a settembre che vanno coperte le cattedre di sostegno. A Cornegliano Laudense, la scuola era iniziata miracolosamente lo stesso giorno per tutti gli alunni, inclusi quelli con disabilità, senza esclusioni. Ci hanno pensato i genitori a escludere. E fa sorridere (amaramente) che l’episodio sia avvenuto proprio in provincia di Lodi, città dove lo scrittore Alberto Arbasino ha ambientato La bella di Lodi, forse il ritratto più efficace del ceto medio borghese della bassa Lombardia, città resa famosa per un altro episodio di esclusione scolastica a danno dei bambini: la sindaca della Lega aveva provato a escludere dalla mensa scolastica alcuni bambini stranieri appigliandosi a ingarbugli burocratici non imputabili ai genitori degli stessi. La sindaca è stata sconfessata dal Tribunale di Milano.

I FATTI

I genitori di alunni di una classe della scuola primaria hanno tenuto a casa per un giorno i figli per protestare contro le difficoltà che a loro avviso provocherebbe la presenza di una bambina disabile in classe. L’episodio risale all’11 ottobre scorso, ma è venuto alla luce soltanto negli ultimi giorni, complice la battaglia a colpi di striscioni e circolari tra genitori e gli insegnanti. Incalzata dai genitori, in protesta da giorni, la dirigente scolastica della scuola, Stefania Menin, lo scorso martedì ha indetto una riunione con loro per calmare gli animi e trovare una soluzione, in presenza di un rappresentante del Prevvidorato. 

Poco prima della riunione, 50 persone, fra docenti e insegnanti provenienti dal territorio del Lodigiano, hanno organizzato una manifestazione silenziosa, con, anziché urla, semplici striscioni: “La scuola è di tutti”. Pochi giorni prima, nella scuola Ada Negri, era stata diramata una comunicazione ufficiale che richiamava ai valori dell’inclusione e al principio costituzionale dell’universalità della scuola pubblica.

Non protestiamo contro la bambina in classe” ha fatto sapere il padre di un alunno coinvolto nella protesta dei genitori, “ma contro le risposte della scuola” perché giudicate inadeguate o mancanti, da parte della scuola. 

Al di là delle dichiarazioni lasciate dopo che la notizia è andata sui giornali, la responsabilità è però chiara: le famiglie hanno volutamente messo da parte una compagna che ha un deficit cognitivo ed è seguita da un’insegnante di sostegno. La bambina, così come i suoi genitori, già quotidianamente sottoposti a difficoltà, di fatto hanno subito una discriminazione. Anche perché, come ha spiegato la stessa preside della scuola, Stefania Menin, la situazione è molto meno grave di quanto lamentano i genitori: “Capisco le preoccupazioni dei genitori, ma bastava parlarne con noi per capire che il nostro istituto sta facendo tutto il possibile. Il giorno dello sciopero, la madre della bambina con disabilità era stata avvisata appena in tempo che non c’era nessuno a scuola e per questo aveva inventato una scusa per non portarla in classe. La bambina è seguita in tutte le 38 ore scolastiche settimanali con un sostegno. L’insegnante di classe non è mai da sola. Il nostro istituto ha sempre puntato sull’inclusione. La situazione poi è molto meno grave rispetto a come viene descritta: nei nostri otto plessi abbiamo altri 130 casi, molti dei quali più complicati da gestire”. 

Dunque il caso non rientrerebbe nemmeno tra gli alunni con deficit e disabilità che hanno bisogno di un’assistenza mirata ma non la ricevono, o la ricevono tardi, e quindi sono costretti a cominciare la scuola dopo i loro compagni, con tutte le difficoltà che ne derivano. 

In Italia solitamente la vergona sta nei numeri

1 bimbo su 2 è senza sostegno

285 euro il valore mensile delle pensioni di invalidità, che le associazioni hanno chiesto al governo di aumentare, partendo dai disabili più gravi. 

245mila gli alunni con disabilità iscritti alle scuole statali. 

165mila gli insegnanti di sostegno, di cui 65.890 su posti in deroga, un record che conferma la tendenza progressiva e in aumento vertiginoso negli ultimi anni. 

A Cornegliano Laudense, stavolta, la vergogna alle sole famiglie.

Foto di moritz320 da Pixabay

Stela Xhunga

Stela Xhunga