George Floyd, la condanna al poliziotto che l’ha ucciso cambia il corso della storia

Colpevole di omicidio di secondo grado, omicidio di terzo grado e omicidio colposo

Una giuria 100% americana ha dichiarato colpevole di omicidio l’ex ufficiale di polizia che uccise l’afroamericano George Floyd in una strada di Minneapolis, lo scorso anno, tenendo premuto un ginocchio sul suo collo per circa 9 minuti, e scatenando vaste proteste e ribellioni in tutto il mondo, Italia compresa. A seguito di quei fatti, la statua di Idro Montanelli venne imbrattata a Milano, ad esempio, e un aspro dibattito si aprì sull’opportunità di celebrare personaggi storici dall’animo profondamente colonialista, razzista e misogino.

Una triplice condanna

Derek Chauvin, 45 anni, l’imputato in questione, muoveva gli occhi a scatti, da un lato all’altro del viso, come un animale spaventato mentre il giudice leggeva il suo destino: colpevole di omicidio di secondo grado, omicidio di terzo grado e omicidio colposo. Difficile non provare compassione per lui, sebbene la rabbia resti al primo posto.

L’America (e il mondo) si sveglia diversa

Si tratta di una svolta nella percezione universale delle forze dell’ordine. Il filmato che immortalò l’omicidio di Floyd resterà il simbolo della lotta ai soprusi e l’uso eccessivo della forza da parte della polizia. Mentre la cauzione di Chauvin veniva immediatamente revocata e lui veniva posto sotto custodia, il mondo si prepara a una nuova presa di coscienza, a un’estensione dei diritti. Dopo aver visto l’orlo del baratro, l’America – e di conseguenza il mondo intero – vive oggi un passaggio “monumentale: questo è storico” come ha sottolineato l’avvocato della famiglia Floyd, Ben Crump, che ha parlato di un “punto di svolta nella storia” degli Stati Uniti.

In Minnesota, l’omicidio di secondo grado comporta una pena massima di 40 anni di prigione. L’omicidio di terzo grado è punibile fino a 25 anni di carcere. L’omicidio colposo di secondo grado è punibile fino a 10 anni di carcere. È probabile che la condanna avvenga tra due mesi e Chauvin potrebbe passare decenni in prigione, anche se è probabile che Chauvin faccia appello contro il verdetto.

Niente più come prima

Gli agenti di polizia sono stati raramente condannati negli Stati Uniti come nel resto del mondo – ammesso che vengano accusati – per decessi avvenuti in custodia, e il verdetto di questo processo è stato ampiamente visto come un’indicazione di come il sistema legale statunitense (e non solo) tratterà tali casi in futuro. Tra l’altro la messa in discussione del potere forte dello Stato riguarda anche altri tre agenti, che dovranno affrontare un processo entro la fine dell’anno, con l’accusa di favoreggiamento. “La giustizia dolorosamente guadagnata è finalmente arrivata”, ha twittato l’avvocato di George Floyd. “Un messaggio chiaro sulla necessità di responsabilizzare le forze dell’ordine”.

Il messaggio di Biden

Il presidente Joe Biden e la vicepresidente Kamala Harris hanno chiamato la famiglia Floyd dopo il verdetto. Biden ha detto: “Almeno ora c’è un po’ di giustizia”. In centinaia hanno esultato fuori dal tribunale l’atteso verdetto.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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