Germania: “Nazi? E io non ti stringo la mano”

Un gesto di “disobbedienza civile” – e non solo – della sindaca di una piccola città della Turingia

Katja Wolf – questo il nome della prima cittadina di Eisenach, nella Germania centrale – si è rifiutata di stringere la mano ai rappresentanti di due partiti di estrema destra eletti in Consiglio Comunale.

Il fatto – dettagliatamente raccontato in un’intervista rilasciata dalla stessa Wolf a Der Spiegel – ha suscitato scalpore perché la procedura del piccolo Land turingio prevede che gli eletti al Consiglio Comunale si insedino in forza della stretta di mano del sindaco. E ora Patrick Wieschke, il capogruppo del Partito Nazionaldemocratico tedesco (NPD-Partei, un partito nazionalista di estrema destra) ha citato in giudizio la sindaca, chiedendo al Tribunale amministrativo che venga obbligata a stringere la mano a lui e ai tre nuovi consiglieri del suo partito.

Un gesto non solo politico

«Una stretta di mano, se è prevista dalla legge, può diventare un atto politico. Ma ancor prima è un gesto fortemente simbolico, ci si guarda negli occhi, indica rispetto reciproco», afferma la Bürgermaisterin, che aggiunge: «Non voglio toccare certe persone, figuriamoci in un contesto ufficiale. Per questo non ho mai dato la mano a Wieschke – e spero che nessun tribunale mi costringerà a farlo. Non vorrei farne una questione di principio ma in realtà questo gesto lo diventa se si tratta di avere un contatto fisico. Perché il mio corpo è mio

Immagine: Wikimedia

Maria Cristina Dalbosco

Maria Cristina Dalbosco

Fa parte della Redazione di People For Planet. Scrive e si occupa dell'editing e della revisione dei contenuti

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