Gilet Arancioni: ci mancavano pure questi

Sabato 30 maggio manifestazioni in 30 piazze italiane, alla faccia del distanziamento sociale

Dai forconi ai gilet, l’ex generale dei carabinieri Pappalardo ama le manifestazioni di piazza.

Quello che di sé dice:  «Sono un artista, tra i più grandi musicisti del mondo. La segreteria di Trump mi ha chiesto di comporre qualcosa in suo onore. In Vaticano sono considerato un genio illuminato da Dio» è riuscito a radunare in 30 città italiane gruppi di sostenitori con idee per lo meno bizzarre.

Ovviamente si parte da: il Covid-19 non esiste: «È un Cavallo di Troia questo virus perché non esiste e ci stanno facendo fallire. Non so quale sia il loro disegno, vogliono rifare le regole sociali, venderci alla Cina? Vogliono confinarci e schedarci tutti». 

E così via, di delirio in delirio. Potete leggere alcune perle dell’ex generale in un’intervista rilasciata a  Fabrizio Roncone del Corriere della Sera e potete ascoltare la diretta Facebook di Andrea Scanzi ieri sera dove il giornalista racconta la fulgida carriera di Antonio Pappalardo.

Ci sarebbe veramente da ridere se la questione non fosse seria e soprattutto pericolosa. Non solo, il fatto che Pappalardo sia in grado di raccogliere intorno al suo vaneggiare centinaia di persone ci dà la misura del problema e merita una riflessione, o forse anche più di una sullo stato culturale di questo Paese.

I Gilet Arancioni non sono nati in questi giorni, nell’ottobre del 2019 si erano presentati alle elezioni regionali dell’Umbria raccogliendo lo 0,13% per un totale di 587 voti. Una miseria, pensiamo tutti, ma comunque sempre di più di parenti e amici.

Chiedono di uscire dall’Europa –  e come ti sbagli? – proponendo il recupero della sovranità monetaria stampando la nuova Lira, del valore di un Euro, della Repubblica federale d’Italia.

Affermano che le vittime del Covid sono solo poche decine e considerano importante boicottare le mascherine in quanto “simbolo del complotto internazionale”.

Luigi Manconi su Repubblica li chiama: Sovversivi da avanspettacolo. “Non sono i disubbidienti, questi: sono gli screanzati. Non sono gli obiettori di coscienza, ma il Partito di chi parcheggia in terza fila”.

E continua: “È l’atteggiamento di chi attraversa con il rosso e butta le cartacce per terra in base a un assoluto filosofico che si riassume così: e perché non dovrei?”

Una sorta di ribellione anarcoide, la loro, ma senza alcun fondamento se non l’arroganza ignorante.

Sono gli stessi che gettano guanti e mascherine usate per terra, sono gli stessi che ti suonano appena scatta il verde al semaforo, sono gli stessi che… riempite i puntini a piacere.

Ridiamoci su, facciamo satira, ma teniamoli d’occhio.

Leggi anche:
Covid-19. I dati mondiali e italiani. 705.000 nuovi casi nell’ultima settimana
L’Italia riapre tutta insieme. E non solo l’Italia
Riaprono le spiagge. Tanta attenzione per la sicurezza, meno per l’ambiente

Fonte immagine: Adnkronos

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

Potrebbe interessarti anche

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

Consigli per gli acquisti

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy