Giornata dei Diritti degli Animali, in Italia il 90% degli allevamenti è intensivo

Animal Equity ci ricorda quanto siamo indietro rispetto alla necessità di ridurre gli allevamenti intensivi

La giornata dei diritti degli animali, quest’anno, non poteva che essere celebrata innanzitutto a Madrid, dov’è in corso la COP25, la conferenza Onu sul clima a cui partecipano quasi 200 paesi. Il tema è focale per la riflessione mondiale sull’emergenza climatica, visto il peso crescente degli allevamenti sull’impatto ambientale (bio e non). Per questo sono scesi a Puerta del Sol, nel cuore della capitale spagnola, oltre 500 attivisti, in occasione della manifestazione organizzata da Animal Equity, per protestare contro gli allevamenti intensivi, per l’ambiente, la salute e le condizioni stesse degli animali.

L’inchiesta di Rooney Mara

Recentemente, l’attrice americana Rooney Mara, attivista per i diritti degli animali, ha condotto un’inchiesta sotto copertura sulle condizioni in cui versano due allevamenti inglesi di maiali e polli. In collaborazione con l’organizzazione internazionale Animal Equity, Mara ha filmato e fotografato oltre 3 mila maiali in gabbia e più di 50 mila polli ammassati gli uni sugli altri, subendo sofferenze estreme. Dall’inchiesta emerge che i polli devono vivere e svilupparsi così rapidamente che il loro corpo non è in grado di reggere il ritmo, perciò sono soggetti continuamente ad attacchi di cuoreinsufficienza agli organi interni e deformità di zampe e altre parti del corpo. Le scrofe, invece, non possono allattare i piccoli perché rinchiuse in gabbie così piccole che rischiano di schiacciarli alla nascita.

In Italia

Ogni anno in Italia vengono macellati più di 500 milioni di polli e più di 8 milioni di maiali, il 90% dei quali da allevamenti intensivi. Recentemente Ciwf Italia Onlus ha lanciato l’allarme per l’utilizzo spropositato degli antibiotici negli allevamenti: da noi oltre il 90% degli antibiotici destinati agli allevamenti sono usati per l’uso di massa nei mangimi o nell’acqua, a differenza di paesi come Svezia e Islanda dove più del 90% è usato per trattamenti individuali. Il che ha effetti diretti sulla salute, come dimostra lo studio condotto dall’Ecdc (Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie) e pubblicato su The Lancet, secondo cui l’Italia ha il più alto numero di morti causate da infezioni resistenti agli antibiotici in Ue, 10.700 contro 33 mila in tutta l’Unione Europea.

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Photo by Idella Maeland on Unsplash

Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

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Caterina Conserva

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