Giornata dell’infanzia e dell’adolescenza. Onu: in Italia ancora troppe disuguaglianze

Giornata dell’infanzia e dell’adolescenza. Onu: in Italia ancora troppe disuguaglianze

A 30 anni dalla firma della “Convention on the Rights of the child” delle Nazioni Unite permangono ancora molte disparità, a partire da sanità e scuola

In Italia ci sono ancora troppi bambini in povertà assoluta, troppe inefficienze nel campo dell’assistenza sanitaria dedicata alla popolazione pediatrica e troppe carenze nel settore educativo della prima infanzia. E il giudizio del Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza non si è fatto attendere, pubblicando al termine dell’ultimo monitoraggio dell’applicazione nel nostro Paese della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza le proprie osservazioni e richiamando le nostre istituzioni ad adoperarsi per arrivare a soddisfare entro il 2023 le raccomandazioni espresse.

Cream and Gold Geometric Pattern Background High School Diploma Certificate

È quanto emerge dal 10° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, redatto dalle 100 associazioni aderenti al Gruppo di monitoraggio dell’applicazione della Convenzione Onu nel nostro Paese, pubblicato oggi in occasione della Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza e dei trent’anni dall’adozione della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, documento che per la prima volta ha riconosciuto i bambini come aventi diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici.

Per i bambini si deve fare di più

Adottata nel 1989, in Italia la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza venne ratificata un anno e mezzo dopo, il 27 maggio 1991. «Da decenni si celebrano varie giornate in favore dei bambini, in consigli comunali e regionali, ma prima e dopo c’è il niente – commenta Alberto Ferrando, presidente Associazione pediatri liguri (Apel) e consigliere dell’Associazione culturale pediatri (Acp), che partecipa al monitoraggio sull’applicazione della Convenzione Onu in Italia -. Il numero delle nascite continua a ridursi. La povertà educativa aumenta come sono in aumento patologie legate agli stili di vita indotti da interessi commerciali. Dobbiamo stabilire delle alleanze tra operatori della sanità e del sociale e delle famiglie. Dobbiamo dare visibilità ai problemi dei bambini e delle famiglie, a partire dal razionamento dei consultori e dal pesante ingresso dei privati nella sanità».

Le raccomandazioni dell’Onu

Entro il 2023 l’Italia dovrà rendere conto all’Onu dei cambiamenti apportati. Tre anni e poco più, quindi, per cercare di migliorare la vita dei bambini nel nostro Paese. I settori in cui è possibile fare passi in avanti – e in cui l’Italia è chiamata dall’Onu a fare progressi – sono diversi. Basta pensare che in Italia oltre 1,2 milioni di bambini – vale a dire un bambino su otto – vivono in povertà assoluta, che l’assistenza sanitaria per la popolazione pediatrica non è omogenea sul territorio nazionale e che i servizi per l’infanzia (asili nido, micronidi, sezioni ponte, ecc.) sono carenti, soprattutto in alcune Regioni. E infatti tra le raccomandazioni all’Italia da parte del Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza c’è proprio “l’adozione di misure urgenti per affrontare le disparità esistenti tra le Regioni relativamente all’accesso ai servizi sanitari, allo standard di vita essenziale, a un alloggio adeguato e all’accesso all’istruzione di tutti i minorenni in tutto il Paese”.

Sanità: il 60% delle Regioni funziona male

In ambito sanitario per l’area pediatrica si rileva un’erogazione dei servizi a macchia di leopardo, con differenze significative nei dati relative a mortalità infantile, obesità e sovrappeso, numero di parti cesarei e coperture vaccinali. Inoltre una recente analisi preliminare del ministero della Salute ha evidenziato che ben il 60% delle Regioni (12 su 21) non sarebbe a oggi in grado di garantire prestazioni in almeno una delle tre aree di assistenza (ospedaliera, prevenzione e distrettuale).

Educazione: asili nido solo per 1 bimbo su 4

In ambito educativo permangono importanti differenze tra le regioni per quanto riguarda i servizi per l’infanzia: nell’anno 2016/17 solo 1 bambino su 4 (il 24%) ha avuto accesso al nido o ad altri servizi integrativi per l’infanzia e, di questi, solo la metà (12,3%) ha frequentato un asilo pubblico. Inoltre si ravvisa un grande divario tra le Regioni del Nord e del Centro e quelle del Sud: nelle prime si sfiora l’obiettivo richiesto dall’Unione Europea di accogliere almeno 1 bambino su 3 nelle strutture per la prima infanzia, mentre nelle seconde ci sono posti disponibili mediamente per l’11,5% dei bambini (ma in alcune Regioni la percentuale scende di parecchio) e la carenza dell’offerta di servizi educativi per l’infanzia si traduce in molti casi nell’ingresso anticipato alla scuola dell’infanzia, che però è inadeguata ad accogliere i bambini sotto i tre anni.

Leggi anche: In Italia asilo nido pubblico per 1 bimbo su 10

Violenza sui bambini e minori non accompagnati

Un altro tema importante è la protezione dagli abusi e dalla violenza a danno dei minori, con particolare attenzione alla prevenzione di questi eventi: il Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha richiamato l’Italia per non aver istituito un sistema nazionale di raccolta, analisi e diffusione dei dati e ha rilevato che non è stato reso noto il monitoraggio del “Piano nazionale per la prevenzione e il contrasto dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minorenni”, per il quale erano stati anche previsti appositi stanziamenti. C’è poi un argomento di cui si parla ancora troppo poco, ma riguardo al quale l’Italia ha ricevuto ben 23 raccomandazioni dal Comitato Onu: la situazione dei minori migranti non accompagnati (MNA). È infatti in aumento del 30% rispetto al 2018 il numero di quelli che risultano irreperibili poiché allontanatisi spontaneamente dalle strutture di accoglienza. Un aumento indicativo, oltre che del loro desiderio di portare a termine il proprio progetto migratorio, della precarietà delle condizioni in cui versano le strutture stesse.

Leggi anche: Bambini vittime di reati: in Italia sono sempre di più

I 7 bisogni irrinunciabili dei bambini

«Oggi, nella Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza voglio ricordare i 7 bisogni irrinunciabili dei bambini secondo Berry Brazelton, professore della Harvard Medical School – commenta Federica Zanetto, presidente dell’Associazione Culturale Pediatri, Acp, che partecipa al monitoraggio sull’applicazione della Convenzione Onu in Italia -. Sono l’amore, la protezione, la possibilità di vivere esperienze modellate sulle differenze individuali del bambini, fare esperienze appropriate all’età, avere limiti e regole, godere di una comunità stabile di appartenenza, avere un futuro».

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.