Giornata mondiale autismo, i monumenti illuminati di blu

Esperti: obiettivo è l’inclusione

In Italia anche Palazzo Montecitorio si veste di luce blu nella notte del primo aprile e fino all’alba, ma la lista delle piazze e dei monumenti che in tutto il mondo si illumineranno del colore scelto dall’Onu come simbolo dell’autismo è lunga, dall’Empire State Building di New York al Cristo Redentore di Rio de Janeiro. L’occasione è la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, che celebra domani la sua 12/ma edizione: circa 600mila, secondo le ultime stime, le famiglie italiane coinvolte (1 bambino su 100 ne è colpito), mentre da medici ed esperti giunge forte l’appello a realizzare una vera “inclusione” per le persone affette da questa patologia, a partire dai bambini.

I numeri, secondo le più recenti stime epidemiologiche, segnalano che l’autismo è una condizione in aumento, anche per l’introduzione di strategie di screening e individuazione precoce che consentono la diagnosi anche di disturbi lievi che in passato non erano individuati: si stima 1 bambino affetto su 56 nati, per un totale di circa 60 milioni di persone colpite nel mondo. Tanti i problemi per le persone autistiche, inclusi quelli di tipo economico, come sottolinea l’Istituto Serafico di Assisi, in prima linea nella promozione di progetti di assistenza e inclusione: “Gli elevati costi delle terapie – avverte l’Istituto – mettono letteralmente in ginocchio le famiglie. Si stima che per assistere i propri bimbi, spendano in media tra i 1000 e i 2000 euro al mese, per tutta la vita. Purtroppo non tutte le Aziende Sanitarie offrono sostegno e anche quando il servizio è previsto, le liste d’attesa lunghissime non consentono di intervenire precocemente”.

Ed un richiamo arriva dagli specialisti della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia), che sottolineano la necessità di maggiori investimenti per i disturbi neuropsichiatrici dell’età evolutiva. Il vero obiettivo, è l’appello lanciato da Maria Nicoletta Aliberti, neuropsichiatra infantile del Gruppo INI-Istituto Neurotraumatologico Italiano, resta operò l’inclusione: “Non solo un’inclusione limitata alla scuola ma in tutti i contesti di vita, da quello ludico ricreativo a quello sportivo, per una partecipazione che favorisca il diritto alla normalità”. Altro fonte è quello della ricerca scientifica: ad oggi non esiste una cura anche se una diagnosi precoce e interventi riabilitativi possono potenziare le capacità del bambino e ridurre i comportamenti problematici.

E proprio per sostenere la ricerca, torna la Campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi #sfidAutismo19 della Fondazione Italiana Autismo (FIA), dall’1 al 14 aprile. Per la Giornata mondiale, tante le iniziative. A Roma, la Fondazione Policlinico Tor Vergata organizza una giornata ‘Autism Friendly’: anche l’Ospedale si colora di blu e promuove eventi coinvolgendo i ragazzi autistici in attività ricreative, artistiche e sportive. Tanto c’è da fare ma, alla vigilia della Giornata mondiale, è un invito alla speranza il messaggio che arriva dalla mamma di una ragazza autistica venticinquenne, che su di lei ha scritto un libro, ‘Mi dispiace, suo figlio è autistico’: “Bisogna trovare la forza per non mollare mai, perché c’è sempre una possibilità di miglioramento, anche quando sembra tutto nero”.

FONTE: ANSA.IT

Redazione People For Planet

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