Giornata Nazionale per le vittime covid-19, in onda il documentario ‘Ritorno in Apnea’

Un viaggio nella provincia italiana più flagellata dalla prima ondata, della regista bergamasca Anna Maria Selini

Un’esperienza che nel tempo si fa sempre meno giornalistica e più personale. Tra il dolore, il trauma collettivo e la ricerca di un senso. Sarà in onda stasera, 18 marzo – Giornata nazionale per le vittime di covid-19 – ‘Ritorno in apnea’  documentario trasmesso da Tv2000 in seconda serata.

Seimila morti in due mesi

“In provincia di Bergamo, tra marzo e aprile del 2020 sono morte seimila persone a causa del Coronavirus, il doppio di quelle che risultano dai dati ufficiali – spiega la regista Anna Maria Selini. Duemila le vittime nelle sole residenze per anziani”. Giornalista bergamasca che ormai da anni vive a Roma, Selini per lunghe settimane non ha potuto tornare nella provincia più flagellata dalla prima ondata di Coronavirus, tra luoghi e persone a lei care e direttamente colpite. Quando finalmente riesce a tornare a casa, vuole capire e raccontare il momento difficile che la sua terra sta attraversando. Il documentario è stato girato fra marzo e maggio del 2020.

I carri funebri militari

“Me ne sono andata da Bergamo – spiega Anna Maria Selini – quando avevo diciotto anni, passando da Bologna, Madrid e ormai da nove anni Roma. La mia famiglia invece è sempre rimasta a Bergamo, in provincia. La mia è una zona di fabbriche, fabbriche e ville è il paesaggio che si incontra per lunghi tratti d’autostrada. Un paesaggio di cui non ho mai sentito la mancanza, fino al 18 marzo del 2020, la notte in cui un ragazzo napoletano ha diffuso una foto destinata a diventare il simbolo del Coronavirus nel mondo. Decine di mezzi militari che, nel silenzio delle vie deserte per il lockdown, scortavano le vittime del virus fuori Bergamo, perché in tutta la provincia non si sapeva letteralmente dove cremarle. Quella notte ho pianto e forse non mi sono mai sentita così legata alla mia terra”.

Dalla Palestina alla bergamasca

“Erano giorni – racconta la regista bergamasca – che raccoglievo racconti di amici e parenti terrorizzati, anche quelli di solito più freddi e razionali. Mio fratello era stato contagiato e ricoverato in ospedale, e a me sembrava di impazzire stando lontana. Così, tempo di rispolverare la telecamera usata per l’ultima volta nella Striscia di Gaza, ho deciso di partire. Sono specializzata in aree di crisi, ma mai avrei immaginato che casa mia un giorno lo sarebbe diventata”.

“Per tre mesi – spiega Anna Maria Selini – ho percorso su è giù la bergamasca, in particolare la Valseriana, epicentro del contagio, cercando prima di tutto di capire quello che è successo: in due mesi sono morte seimila persone, l’equivalente di due piccoli paesi rasi al suolo. Ho raccolto le testimonianze di chi è stato in prima linea, chi nelle retrovie, chi ha perso parenti o ha temuto di morire”.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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