Giovanna Botteri: una giornalista

La risposta al servizio di Striscia la notizia è un esempio di buonsenso che spesso sembra mancare nel nostro Belpaese

La storia è risaputa: in un servizio di Striscia la Notizia con la voce narrante di Michelle Hunziker si prendeva in giro Giovanna Botteri perché si presenta in video da Pechino sempre con lo stesso maglione nero e con i capelli non sempre in ordine.

Alla fine, per stemperare quella che probabilmente anche agli autori di Striscia una scorrettezza il buon Gerry Scotti dice: “Brava Giovanna! Avanti così!”

E su questa frase è basata la difesa della Hunziker, che afferma che tutto è un’enorme fake news.

Mah, certo è che se l’ammirazione per la giornalista è sconfinata, come affermano, perché fare un servizio in cui si mette in ridicolo il suo look? Non si poteva semplicemente non farlo? Avevano un buco di programmazione a Striscia?

Antonio Ricci & C. affermano che il servizio serviva proprio per combattere i detrattori della Botteri, per rispondere alle critiche degli hater che la accusano di non curare il look. Avrà peccato di ingenuità la redazione di Striscia non immaginando che un conto sono pochi cretini sul Web e un altro milioni di persone che guardano la trasmissione di Canale 5? Possiamo concedere il beneficio del dubbio?

Forse non ci ha creduto nemmeno la giornalista Rai, tanto che questa volta ha deciso di rispondere con una lettera aperta pubblicata nel sito del Sindacato Giornalisti Rai che riportiamo integralmente.

Mi piacerebbe che l’intera vicenda, prescindendo completamente da me, potesse essere un momento di discussione vera, permettimi, anche aggressiva, sul rapporto con l’immagine che le giornaliste , quelle televisive soprattutto, hanno o dovrebbero avere secondo non si sa bene chi…

Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo.

Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere.
Belle e
brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi.

Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio.

E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono.

Perché è l’unica cosa che conta, importa, e ci si aspetta da una giornalista.

A me piacerebbe che noi tutte spingessimo verso un obiettivo, minimo, come questo.

Per scardinare modelli stupidi, anacronistici, che non hanno più ragione di esistere.

Non vorrei che un intervento sulla mia vicenda finisse per dare credibilità e serietà ad attacchi stupidi e inconsistenti che non la meritano.

Invece sarei felice se fosse una scusa per discutere e far discutere su cose importanti per noi, e soprattutto per le generazioni future di donne.”

Sì, signora Botteri, parliamone e quando smetteremo di parlarne perché il body shaming non sarà più un problema sarà un gran bel giorno.

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Foto: Il Tempo

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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